di
Stefano Pancini

Ospite della conduttrice Bianca Berlinguer, l’alpinista e scultore ha commentato il caso che riguarda l’affresco della basilica di San Lorenzo in Lucina: «Se il restauratore fosse stato di sinistra avrebbe raffigurato una donna di sinistra»

Dall’angioletto di un affresco restaurato che ha assunto una sorprendente somiglianza con il volto della premier Giorgia Meloni, al ragazzino fatto scendere dal bus perché sprovvisto di biglietto e costretto a incamminarsi sulla neve, fino al cantautore Al Bano Carrisi che ha annunciato che non parteciperà al Festival di Sanremo e che tornerà a esibirsi in Russia. L’attualità ha tenuto banco nella serata di martedì 3 febbraio a «È sempre Cartabianca», il programma tv in onda sulle reti Mediaset, nel corso della lunga chiacchierata tra la conduttrice e giornalista Bianca Berlinguer e l’alpinista e scultore Mauro Corona, in videocollegamento dalla sua bottega a Erto, nella valle del Vajont.

Il cherubino della discordia

«Voglio farle vedere questo affresco di San Lorenzo nella chiesa di San Lucina a Roma», ha esordito la giornalista rivolgendosi a Corona. In contemporanea, sui teleschermi è apparso il confronto – ormai noto – tra l’immagine del cherubino prima e dopo il restauro: una raffigurazione che va oltre la semplice somiglianza e nella quale molti hanno riconosciuto il volto della presidente del Consiglio dei Ministri. «Un viso spiccicato, identico a quello della presidente del Consiglio», ha sottolineato Berlinguer. «È un colpo di genio. Lasciatelo lì, perché induce curiosità», ha ribattuto Corona.




















































«Non può essere un caso»

«Non può essere un caso che il restauratore, Bruno Valentinetti, abbia un passato da militante nella destra di Fiamma Tricolore», ha incalzato la conduttrice. «Non è per niente casuale – ha replicato lo scultore e scrittore di Erto – ma se il restauratore fosse stato di sinistra e avesse militato in un partito di estrema sinistra avrebbe raffigurato una donna di sinistra. Intanto c’è da dimostrare se gli angeli si siano offesi: sono al di sopra di queste piccolezze e, secondo me, si fanno una risata». Nel frattempo, lo stesso restauratore ha già provveduto a coprire il volto del cherubino «perché – ha spiegato – me lo ha chiesto il Vaticano».

Il bambino lasciato a piedi dal bus

L’attenzione si è poi spostata sulla vicenda dell’undicenne del Cadore fatto scendere dal bus dall’autista perché sprovvisto di regolare biglietto, con tariffa maggiorata in vista delle Olimpiadi invernali, che si apriranno venerdì 6 febbraio. «Ma come si fa a essere così fiscali?», si è chiesto Corona, aggiungendo: «Come si fa a far scendere un bambino perché non aveva dieci euro? Detto questo, va ricordato che l’autista si è poi scusato con la famiglia».

Al Bano Carrisi

La conduttrice ha quindi annunciato la presenza in studio di Al Bano Carrisi, entrato sulle note di Libertà, brano del 1987 in duo con Romina Power. Berlinguer non ha usato mezzi termini: «Non sarai a Sanremo neanche quest’anno». Al Bano, rivolgendosi al pubblico, ha ironizzato: «Ah, c’è Sanremo quest’anno? Riuscirò a sopravvivere?». Applausi e risate in studio. «Hai partecipato a quindici edizioni…», ha ricordato la giornalista. «Quindici più una. Era il 1966, si chiamava Voci giovani per Sanremo», ha precisato il cantante.

Le dichiarazioni di Romina Power

Il dialogo si è poi spostato sulle recenti dichiarazioni di Romina Power riguardo alla canzone Felicità, presentata al Festival di Sanremo del 1982 e classificatasi seconda, dietro Storie di tutti i giorni di Riccardo Fogli. «La trovava banale e non avrebbe voluto inciderla», ha ricordato Berlinguer. «Non mi sembrava neanche giusto… ma chi non sbaglia, scagli la prima pietra», ha replicato Al Bano. «E lei è felice?», ha chiesto la conduttrice a Mauro Corona. «Non sono felice. Sono tranquillo e sereno, per la salute e per la famiglia. La felicità dura un attimo», ha risposto.

L’opinione su Donald Trump

Berlinguer ha quindi domandato ad Al Bano cosa pensasse del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. «Non è un politico. Mi è piaciuto quando ha rimosso un dittatore di nome Maduro. Ho parlato con tanti venezuelani e nessuno ha speso mezza parola positiva su di lui. Non mi piace, invece, quando non mantiene ciò che promette», ha affermato Carrisi, ricordando di essersi esibito una decina di volte per il tycoon. La giornalista ha poi introdotto la questione dell’ICE, l’United States Immigration and Customs Enforcement, agenzia federale finita al centro delle cronache americane. È andato in onda un servizio sulle proteste e sulle dure repressioni in diverse città degli Stati Uniti, accompagnato dalle note di Streets of Minneapolis di Bruce Springsteen. «Sono scene inguardabili», ha commentato Al Bano. «La gente sta reagendo. La vita va rispettata».

Il ritorno in Russia

Infine, alla domanda «Torni in Russia?», il cantante ha risposto sorridendo: «Sto aspettando i documenti e il visto. Sono stato a San Pietroburgo e a Mosca tra marzo e aprile dello scorso anno. Vado come uomo di pace, a fare il mio lavoro. Ho trovato una calorosa accoglienza: oltre 400mila persone hanno cantato. C’è voglia di pace». Su questo punto è intervenuto anche Corona, esprimendo il suo sostegno alla scelta di Carrisi: «Perché no? Cosa c’entra con la guerra? Lui va a cantare, a fare il suo lavoro, lo fa bene ed è amatissimo in Russia. La Russia non è Putin».


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4 febbraio 2026 ( modifica il 4 febbraio 2026 | 16:44)