Nessuna limitazione dei controlli della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto di Messina. Nessun commissario di governo per accelerare le procedure per la nuova delibera da presentare al Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) per far ripartire il progetto. Alla vigilia del Consiglio dei Ministri che dovrebbe esaminare il decreto legge infrastrutture (oltre al pacchetto sicurezza), il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, illustra le novità dell’ultima ora sul provvedimento. Modifiche anche frutto delle interlocuzioni che ha avuto nei giorni scorsi e fino a ieri con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Sì, sono stato dal Presidente della Repubblica per parlare di infrastrutture, di olimpiadi – ha riferito – Mi volevo confrontare con lui, per dovere e per rispetto, anche sul testo del decreto infrastrutture”.

Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, non sarà quindi nominato commissario straordinario di governo con compiti di coordinamento operativo per l’iter di approvazione del ponte sullo Stretto. Un passaggio che era previsto nelle bozze circolate. “Saranno gli uffici del Mit a farsi carico di rispondere ai rilievi della Corte dei Conti” che ad ottobre scorso ha bocciato la precedente delibera del Cipess per sbloccare i fondi e dare il via ai cantieri. “Per quello che riguarda il Commissario – ha rimarcato il Ministro – ho letto commenti di gente che non sa, perché dicono che Ciucci sarebbe l’amministratore di una società privata. La Stretto di Messina spa è interamente pubblica, non c’è alcun conflitto di interessi. Ma onde togliere terreno a chi inventa le cose che non ci sono – ha aggiunto – ci facciamo carico noi al Mit di tutti i procedimenti per ottemperare alle richieste della Corte dei Conti, per andare a Bruxelles a parlare con la Commissione e avviare finalmente i cantieri”.

Ma c’è anche un’altra novità, forse anche di maggior peso politico, rispetto a indiscrezioni circolate relativamente ai controlli di legittimità della Corte dei Conti. In base a tali disposizioni (per la verità inserite in una bozza della metà di gennaio di cui però Salvini non ha riconosciuto la paternità), i controlli preventivi di legittimità della Corte sarebbero stati limitati alla sola delibera del Cipess, escludendo esplicitamente atti o altri documenti comunque afferenti alla delibera, che avrebbero potuto contenere informazioni utili per stabilire la correttezza delle procedure. La nuova delibera che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti deve presentare al Comitato per riavviare la procedura di realizzazione del ponte sarebbe quindi stata sottoposta a un controllo in parte svuotato. La norma era stata duramente contestata dall’Associazione dei magistrati contabili, che la considerava un modo per aggirare i rilievi della Corte su un progetto che vale quasi 14 miliardi di risorse pubbliche. Oggi Salvini ha fatto sapere di aver mai pensato ad una norma del genere e che l’Associazione dei magistrati avrebbe messo in atto una “contestazione preventiva”.

“Non c’è mai stata alcuna norma che limitava il potere di controllo della Corte dei Conti, anche perché – sono state le parole di Salvini – sarebbe illegale, illegittima, impossibile. Però qui torniamo al referendum del 22 e 23 marzo…” facendo indirettamente riferimento a quelle che considera ingerenze di una parte delle toghe nella vita politica. Poi la spiegazione. “È incredibile che nei giorni scorsi sia uscito un documento dell’Associazione dei magistrati contabili che contestava norme di un decreto che devo firmare io, senza che il decreto fosse stato scritto. Questa è la contestazione preventiva. Si fa un comunicato stampa per contestare quello che si ritiene, forse, possa essere in un decreto che Salvini ha in testa”. Quella norma, ha precisato Salvini “non c’è mai stata. Non è che io la ritiro, ma nessuno ha mai pensato a quella norma. L’avessi voluta, non avrei potuto farla, non avrei potuto dire alla Corte dei Conti ‘controlla il documento A ma non controllare il documento B’”.

Tornando al decreto “complesso e importante” che domani sarà esaminato dal Consiglio dei Ministri, nel provvedimento figura anche una riorganizzazione delle opere stradali e ferroviarie commissariate. La nuova bozza prevede che l’amministratore delegato dell’Anas, Claudio Andrea Gemme, e l’amministratore delegato di Rfi, Aldo Isi, subentrino agli attuali commissari straordinari nelle attività di progettazione, affidamento, coordinamento e esecuzione degli interventi (93 sulle strade e 106 sulla rete ferroviaria) e possano nominare in qualità di subcommissari i responsabili delle strutture territoriali di Anas e Rfi, competenti per l’area geografica in cui ricadono le opere commissariate.

Novità in vista anche per il settore dei balneari, le cui concessioni scadono nel 2027. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto, il Mit dovrà presentare alla Conferenza unificata (per il parere) uno schema di bando tipo per l’avvio delle procedure di affidamento delle nuove concessioni con le gare, come richiedono le normative europee. Intanto, per la stagione 2026 ma non oltre il primo ottobre i gestori degli stabilimenti balneari possono continuare ad avvalersi di bagnini minorenni.

Infine, Salvini ha spiegato che “siamo alle battute finali con Bruxelles” per il trasferimento di “più di un miliardo di euro del Pnrr alla voce casa. Con l’accordo di Regioni, Comuni e enti delle case popolari, il mio obiettivo è rimettere sul mercato entro un anno 60.000 case popolari che oggi sono vuote, non assegnate perché non a norma. Con una spesa media di 20.000 euro per immobile sistemeremo impianti e infissi”.