Incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio: al centro del colloquio anche il tema sicurezza con, secondo fonti parlamentari, alcuni rilievi mossi dal Colle in particolare su scudo e fermo preventivo. Fonti del governo hanno spiegato che si stanno svolgendo diverse riunioni tecniche per mettere a punto i testi del pacchetto – un decreto legge e un disegno di legge – in vista del Cdm previsto nel pomeriggio del 5 febbraio
Il tema sicurezza continua a essere al centro del dibattito politico. Dopo il rinvio di un giorno per permettere al Quirinale di valutare il provvedimento, giovedì pomeriggio l’intero pacchetto – un decreto legge e un disegno di legge – dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri. Oggi c’è stato un incontro al Colle tra il presidente Sergio Mattarella e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano: al centro del colloquio anche il tema del decreto sicurezza. Secondo fonti parlamentari, il Colle avrebbe mosso alcuni rilievi in particolare su scudo e fermo preventivo. Fonti del governo hanno poi sottolineano che l’interlocuzione con il Quirinale è stata “ottima” come sempre e che si stanno svolgendo diverse riunioni tecniche per mettere a punto i testi in vista del Cdm. “Credo che abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole e molto equilibrato, altrimenti prenderemo atto dei rilievi fatti”, ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine dell’informativa al Senato dopo gli scontri di Torino legati al corteo per Askatasuna.
I rilievi del Quirinale
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo quanto emerge, avrebbe fatto presente al sottosegretario Alfredo Mantovano che il via libera ai provvedimenti sul fermo di polizia e sullo scudo penale ci potrebbe essere ma solo con alcune modifiche ancora da apportare. Il Quirinale non ha rilasciato dichiarazioni, ma da ambienti parlamentari si è saputo che dopo l’incontro Mantovano avrebbe riferito alla premier Giorgia Meloni dei rilievi del Colle (che di fatto sono gli stessi dei giorni scorsi). In particolare, secondo il Quirinale sullo scudo resta ferma l’esigenza che non si crei una giurisprudenza separata per categorie. Sul fermo preventivo di polizia, poi, si fa notare come non possa bastare un semplice atteggiamento sospetto per effettuarlo.
Il pacchetto sicurezza
Sul pacchetto “corposo” delle misure sulla sicurezza, circa 80 pagine, i tecnici sono quindi al lavoro. Martedì 3 febbraio il provvedimento è stato inviato in mattinata al Colle, dopo diversi interventi di “limatura” rispetto alle norme così come erano state inizialmente immaginate. Gli interventi erano stati fatti dopo le osservazioni che dagli uffici della presidenza della Repubblica erano arrivate già da giorni al governo. Ora, anche dopo l’incontro tra Mattarella e Mantovano, il filo diretto tra Palazzo Chigi e Quirinale resta costante e il lavoro dei tecnici prosegue. La premier Giorgia Meloni vuole che ci si muova rapidamente, ma senza inciampi, in direzione di un impianto di norme “più efficaci” a tutela della sicurezza dei cittadini, ma anche degli agenti. Il Consiglio dei ministri, quindi, è slittato di 24 ore – a giovedì 5 febbraio – sia per dare tempo alla presidenza della Repubblica di valutare il provvedimento (non solo nella sua omogeneità, ma anche nella scrittura dei singoli interventi) sia per non togliere spazio ai tentativi di mediazione – falliti al momento – con le opposizioni.

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Le misure
In vista del Cdm di giovedì, quindi, alcune parti del pacchetto stanno subendo modificate per superare dubbi e obiezioni sulla costituzionalità di alcuni passaggi più delicati, come l’idea di fermo preventivo che sarebbe già stata profondamente modificata e – secondo alcuni – potrebbe assomigliare più a un rafforzamento del cosiddetto “daspo urbano”, più “digeribile”, nelle intenzioni dell’esecutivo. Nel decreto ci dovrebbero essere anche lo “scudo” penale, cioè la non automatica iscrizione nel registro degli indagati di fronte a una causa di giustificazione, come legittima difesa o adempimento di un dovere, che però dovrebbe essere erga omnes, non solamente per gli agenti (per i quali dovrebbe arrivare anche la tutela legale). E dovrebbe entrare anche la stretta sull’uso dei coltelli per i minori. Niente da fare, almeno per ora, per la cauzione per le manifestazioni: la Lega, che sul punto ha fatto un pressing fortissimo negli ultimi giorni, di fatto lo ha confermato spiegando che punterà comunque ad “arricchire” il pacchetto con “ulteriori proposte”. “C’è una proposta della Lega che prevede la cauzione o la fideiussione in caso di manifestazioni di piazza. Lo ritengo giusto ma non penso che la misura possa rientrare nel decreto sicurezza”, ha precisato il vicepremier Matteo Salvini. Critiche al pacchetto sicurezza sono arrivate dalle opposizioni. La segretaria del Pd Elly Schlein, nell’Aula della Camera dopo l’informativa del ministro Nello Musumeci sul maltempo, ha sottolineato: “Dodici miliardi potrebbero essere usati per un grande piano di messa in sicurezza del territorio. Quella è sicurezza”, “anche gli sfollati di Niscemi che hanno perso tutto è sicurezza”.
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