di
Rinaldo Frignani

Il gruppo di incursori informatici «NoName» ha preso di mira l’Hotel de la Poste, il Victoria, l’Ambra e il Franceschi Park, ma anche gli uffici diplomatici a Parigi, Londra, Washington, Sidney e Toronto

Primo blitz di hacker prima dell’inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina in programma venerdì prossimo. Ma per il ministro degli Esteri Antonio Tajani «sono stati anticipati» e neutralizzati. Nella mattinata di mercoledì raffica di attacchi hacker ad alberghi di Cortina d’Ampezzo e consolati italiani all’estero. Seguiti poi dalla rivendicazione con l’immagine dell’Orso russo, segno distintivo ormai da anni del gruppo di incursori informatici «NoName». Questa volta, come le altre, hanno utilizzato un programma «DDos» volto a rendere inutilizzabili le pagine web e i sistemi informatici riempiendoli di dati provenienti da computer pirata sparsi per il mondo. Un disagio per chi gestisce questi supporti ma nessuna perdita di dati sensibili. 

A essere finiti nel mirino in particolare alcuni noti alberghi ampezzani come l’Hotel de la Poste, il Victoria, l’Ambra e il Franceschi Park, ma anche uffici diplomatici italiani, come Parigi, Londra, Washington, Sidney e Toronto. La polizia postale si è subito mossa con i suoi specialisti nel contrasto alle minacce informatiche e per la cybersicurezza per risalire ai responsabili degli attacchi. 



















































«Abbiamo anticipato un attacco hacker a una serie di sedi del ministero degli Esteri, a cominciare da Washington, e anche ad alcuni siti di Milano-Cortina, con gli alberghi di Cortina», conferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando ai giornalisti a Washington prima di partecipare a una riunione sui minerali critici e precisando che la matrice sarebbe russa. «Questo – ha rivendicato – grazie anche al lavoro che ha fatto la nostra direzione generale della sicurezza nuova con la riforma del ministero degli Esteri. Abbiamo anticipato un attacco perché si stava preparando questa azione, quindi anche la sicurezza cibernetica diventa fondamentale. Sono molto soddisfatto di questo». La matrice? «Sono hacker russi», ha riferito il ministro.

«A febbraio 2026, l’Italia continua a sostenere l’Ucraina, mantenendo la linea filo-ucraina e filo-atlantica del governo Meloni, nonostante i disaccordi all’interno della coalizione – scrivono i “NoName” nella loro rivendicazione degli attacchi -. Alla fine del 2025, le forniture di aiuti militari sono state prorogate fino al 2026, come confermato dal Parlamento a gennaio. L’importo totale del sostegno dal 2022 ha superato i 3 miliardi di euro e comprende armi, difesa aerea, equipaggiamenti e addestramento. La linea filo-ucraina del governo italiano porta al fatto che il sostegno ai terroristi ucraini è punibile con i nostri missili DDoS sui siti web».

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Proprio in vista dei Giochi olimpici invernali la polizia postale già dal 26 gennaio scorso è attiva «sui principali siti legati all’evento, garantendo sicurezza e controllo. Il loro intervento si inserisce in un percorso consolidato volto a proteggere le infrastrutture critiche e monitorare la rete, sia per motivi di ordine pubblico sia per prevenire eventuali minacce di matrice terroristica». Proprio gli investigatori sottolineano come «l’attività, che viene assicurata, segue due direttrici strategiche: la tutela delle infrastrutture critiche informatizzate, e il monitoraggio della rete per ragioni di ordine e sicurezza pubblica, oltre che per la prevenzione e contrasto di eventuali iniziative di matrice terroristica».

Il Technology Operations Centre (Toc), attivo ogni giorno 24 ore su 24, è il cuore delle operazioni: «Lì lavorano esperti del Cnaipic, del Cert e del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Lombardia, pronti a individuare anomalie e intervenire subito in caso di incidenti informatici. Il dispositivo operativo coinvolge anche i Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (Cosc) e le strutture di pronto intervento, con il contributo diretto degli specialisti presenti nelle Sale Operative Interforze (Soi) nelle città di Sondrio, Belluno, Milano e Trento . Questo sistema integrato garantisce coordinamento continuo tra monitoraggio, prevenzione e intervento, sia al Toc sia sul territorio». La Postale poi lavora in stretto raccordo con la questura di Milano e le questure delle province interessate dai Giochi, come quella di Belluno e anche Trento e Bolzano. «Gli operatori Osint (Open Source Intelligence) presenti nelle Soi sorvegliano la rete e raccolgono informazioni strategiche per supportare le attività di ordine pubblico durante tutta la durata dei Giochi. Tutte le attività, sia nelle Soi sia al Toc, sono coordinate centralmente dal Cnaipic. Grazie a questo dispositivo integrato e sempre attivo, la polizia garantisce protezione costante delle infrastrutture digitali e presidio operativo efficace su tutta l’area delle Olimpiadi».


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4 febbraio 2026 ( modifica il 4 febbraio 2026 | 20:49)