Documentari storici di 6 ore su Youtube narrati da voci sintetiche, prodotti con 60 dollari. Benvenuti nel mercato della noia artificiale che fattura milioni

L’intelligenza artificiale ha reso la produzione di contenuti accessibile a chiunque, ma rischia anche di trasformare internet in una discarica di materiale indistinto, prodotto in massa, privo di autenticità. Su YouTube questo fenomeno ha assunto proporzioni industriali: canali che sfornano video generati automaticamente, narrati da voci sintetiche, progettati non per essere visti ma solo per occupare spazio. È quello che viene chiamato “AI slop” e rappresenta ormai una fetta significativa dell’ecosistema della piattaforma. In questo mercato della noia artificiale, c’è chi ha trovato il modo di costruire business milionari. Adavia Davis è uno di loro. A 22 anni fattura 700 mila dollari l’anno producendo documentari di sei ore che gli utenti riproducono mentre dormono. Ha abbandonato l’università nel 2020 e da allora ha fatto una cosa sola: studiare come funziona l’algoritmo di YouTube e quali meccanismi psicologici attivare per trattenere le persone davanti allo schermo, anche quando l’attenzione è ormai svanita.

Documentari soporiferi

La storia raccontata da Fortune mostra esattamente come funziona questo sistema. Davis gestisce vari canali: Minecraft per bambini, compilation di animali, anime, scherzi, gossip. Il più redditizio è Boring History, documentari storici di sei ore narrati da una voce che imita David Attenborough, pensati appositamente per essere riprodotti mentre si dorme. L’intero processo di produzione è automatizzato attraverso TubeGen, un software sviluppato dal suo socio. Gli script vengono generati da Claude, la narrazione arriva da ElevenLabs, poi tutto viene assemblato in video che costano appena 60 dollari l’uno. Con questo sistema la sua rete di canali genera tra 40 e 60 mila dollari al mese, a fronte di costi operativi di 6.500 dollari mensili. I margini  oscillano tra l’85% e l’89%, numeri notevoli anche per il (generoso) settore tecnologico.



















































L’AI ha cambiato tutto

Ma non è sempre stato così. A 10 anni Davis montava video di Minecraft per passione. Poi nel 2022 è arrivato ChatGpt e ha cambiato tutto. «Non ho iniziato per creare video AI», ha raccontato a Fortune. «Era per divertimento, ma poi sono arrivati i soldi. Se i competitor caricavano più di me, restavo indietro». La svolta a 19 anni: ha venduto il primo canale e comprato una Tesla da 55 mila dollari, senza lasciare nulla per finanziarsi l’università. «Se fossi rimasto a scuola, sarei stato al verde. Era un ostacolo». Così si è dedicato completamente ai canali YouTube con gli strumenti AI, consapevole che l’internet della sua adolescenza fosse finito. Sul sistema che ha imparato a sfruttare non ha illusioni: «L’attenzione oggi è la valuta numero uno». Lo descrive come un meccanismo costruito per manipolare le menti e renderle vulnerabili alla pubblicità. E i dati sembrano dargli ragione: secondo Kapwing – piattaforma per il montaggio video – oltre il 20% dei video mostrati ai nuovi utenti è AI slop, con 63 miliardi di visualizzazioni, 221 milioni di iscritti e 117 milioni di dollari annui. 

Watch Time

Quello che Davis ha perfezionato negli anni è l’arte di ottimizzare il watch time dei video. Progetta ossessivamente i primi secondi — colori, espressioni, voci — perché lo spettatore decida se restare. Ma alcune tattiche sono decisamente più subdole: inserisce per una frazione di secondo l’immagine di un ragno, abbastanza veloce da confondere chi guarda e spingerlo a tornare indietro per verificare. Oppure scrive intenzionalmente parole sbagliate per spingere la gente a commentare e correggere, allungando così il tempo di visualizzazione. «Faccio tutto quello che è in mio potere per ingannare il watch time», ammette senza problemi. «Perché è la metrica che alla fine della giornata mi pagherà».

Il ritorno dell’autenticità?

Il vantaggio da pioniere che ha avuto finora rischia però di svanire rapidamente. Da quando è diventato chiaro come si creano questi video, sono arrivati in molti a replicare il modello. Ma Davis non teme tanto i piccoli emulatori quanto le grandi compagnie con i capitali per industrializzare tutto. Ha fatto i conti: ai creator come lui restano circa due anni prima che entrino aziende capaci di produrre a ritmi che nessun singolo può sostenere. Eppure, paradossalmente, spera che quel momento arrivi presto. Quando l’intelligenza artificiale avrà saturato internet, l’autenticità diventerà rara e quindi di nuovo preziosa. «Peggiorerà prima di migliorare», conclude, «ma alla fine resteranno solo i veri influencer, quelli con facce reali». Nel frattempo, ha già trovato una nuova nicchia redditizia: racconti horror narrati su video di Minecraft in loop, per gli “psicopatici”, come li chiama lui, che si addormentano ascoltando storie dell’orrore.

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4 febbraio 2026