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Redazione Economia

Ovs, gruppo veneto di abbigliamento e beauty, rinuncia al 100% di Kasanova con la sottoscrizione di un aumento di capitale per 15 milioni di euro. Ricavi in crescita del 7% nel 2025

I conti del 2025 di Ovs registrano un incremento importante, ma al contempo l’acquisizione del 100% di Kasanova – di cui a gennaio era già stato annunciato il ritardo di un mese – salta definitivamente. A comunicarlo è stato proprio il gruppo italiano di abbigliamento, prodotti per la casa e la bellezza nella diffusione dei dati sull’esercizio dell’anno appena concluso. «Con riferimento all’offerta vincolante finalizzata ad ottenere il 100% di Kasanova, il consiglio di amministrazione di Ovs ha deliberato di far decadere la propria offerta, in scadenza in data odierna, in quanto non si sono verificate le condizioni a cui la stessa era subordinata», si legge.

L’offerta vincolante per Kasanova

A gennaio, appunto, il gruppo veneto guidato dall’ad Stefano Beraldo aveva dichiarato tempistiche più lunghe del previsto a causa della procedura istruttoria e deliberativa da parte delle banche, una delle condizioni sospensive principali dell’operazione. L’offerta vincolante di Ovs per acquisire il 100% di Kasanova – che conta 700 punti vendita tra quelli a gestione diretta, franchising e corner in altre sedi in gran parte delle città italiane – risale al 10 novembre 2025 e prevedeva la sottoscrizione di un aumento di capitale fino a 15 milioni di euro dopo che nel 2024 Kasanova aveva richiesto l’accesso alla procedura di composizione negoziata della crisi, per poi avviare un piano di turnaround con chiusure dei negozi meno redditizi e più in generale di riduzione costi ed inefficienze.



















































Il fallimento del closing

Il closing era, però, vincolato a numerose condizioni: tra queste, la chiusura degli accordi con i creditori finanziari e l’azzeramento del capitale per perdite, da parte del gruppo di prodotti casalinghi, arredo e tessile, per spianare la strada all’aumento di capitale di Ovs per acquisire il totale delle quote. In assenza di un’intesa con le banche, era stata avviata una proroga dell’offerta, ormai in scadenza. L’annuncio, quindi, è che non verrà rinnovata e così la celebre catena di abbigliamento rinuncia all’acquisto.

I conti del 2025

Intanto, Ovs chiude l’anno con un incremento delle vendite pari al +7% (+3% circa sul perimetro al netto di Goldenpoint). L’ebitda dell’esercizio si può stimare tra i 216 e i 218 milioni di euro, segnando una crescita di circa l’11%, grazie al buon andamento del margine commerciale e nonostante l’inflazione sui costi. Dal 2022 la crescita ha raggiunto il 20%. La generazione di cassa aumenta di oltre il 20% rispetto al 2024, trascinata dall’Ebitda e dalla dinamica del capitale circolante, con un ottimo tasso di conversione. Dal 2022, l’incremento sfiora il 30%.

L’apertura in India

«Continua a premiare la strategia di riposizionamento del marchio su una gamma più alta per qualità e linee pur mantenendo un buon rapporto qualità-prezzo — spiega l’amministratore delegato di Ovs, Stefano Beraldo — . Lo dimostra soprattutto il successo dell’abbigliamento donna (+7% sul 2024 rispetto al +1% delle linee uomo e alla stabilità del segmento kids) e il beauty». Sottolinea, poi, «l’ottimo il risultato di Goldenpoint che, consolidata per 7 mesi, vede un incremento delle vendite di circa il +10% rispetto al periodo comparabile». Lo scorso ottobre è stato aperto il primo negozio diretto Ovs in India all’interno di uno shopping mall di Nuova Delhi. A quasi quattro mesi dall’apertura il gruppo «sta riscontrando ottimi risultati, comparabili con le performance nei migliori centri commerciali italiani». 

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5 febbraio 2026