Alex Marquez è stato il mattatore di una terza ed ultima giornata dei test collettivi di Sepang della MotoGP, che ha delineato una situazione che sembra vedere ancora la Ducati nei panni di grande favorita, ma con la concorrenza che ha provato ad affinare le proprie armi nel corso dell’inverno.

Il pilota del Gresini Racing oggi non ha lasciato neanche le briciole alla concorrenza, facendo segnare il miglior tempo in 1’56″402, poco distante dal record assoluto del tracciato malese. Ma soprattutto il vice-campione del mondo ha dimostrato di aver già instaurato un grande feeling con la sua GP26, perché è stato anche quello che ha avuto il ritmo migliore nella simulazione di Sprint, completata con un ritmo di 1’58″0.

Fino a pochi minuti dal termine, a riprova del loro grande stato di forma, le Desmosedici GP monopolizzavano addirittura le prime quattro posizioni, ma nel finale ci ha pensato Marco Bezzecchi a rompere il dominio Rosso. Il pilota dell’Aprilia ha sfoderato un time attack molto interessante, scendendo fino a 1’56″526 e portandosi a soli 124 millesimi da Alex Marquez. Per quanto riguarda la simulazione, il riminese ha mostrato un passo molto costante, perdendo solo otto decimi tra l’inizio e la fine, ma il suo ritmo, complice anche una gomma usata, va detto che non era allo stesso livello dei ducatisti.

Come detto, a seguire troviamo poi un poker di Ducati, perché le Rosse hanno occupato cinque delle prime sei posizioni. In terza piazza c’è Fabio Di Giannantonio, staccato di 383 millesimi, che con la GP26 della Pertamina Enduro VR46 ha preceduto le due moto factory di Marc Marquez e Pecco Bagnaia. Il campione del mondo oggi si è anche reso protagonista della prima scivolata del suo 2026, di fatto appoggiandosi su un fianco alla curva 1 e rialzandosi senza conseguenze.

 

Pur avendo incassato mezzo secondo nel time attack, Bagnaia invece è stato quello che si è avvicinato di più ad Alex Marquez nella simulazione di Sprint, riuscendo ad essere più incisivo anche del vicino di box, che ha avuto un ruolino più costante ma con meno picchi. Il contingente Ducati si completa poi con la GP25 di Franco Morbidelli, oggi autore di una scivolata senza conseguenze alla curva 14, e primo tra i piloti a non essere scesi sotto all’1’57”.

In settima posizione troviamo poi l’altra Aprilia, ma con i colori Trackhouse, affidata a Raul Fernandez, che ha preceduto la migliore delle KTM, che oggi ha fatto esordire un nuovo forcellone. Neanche a dirlo, si tratta di quella di Pedro Acosta, accreditato di un 1’57″253 che lo tiene a 851 millesimi dalla vetta. Anche lo spagnolo ha provato a fare una simulazione di Sprint, nella quale però ha dato la sensazione di essere più accostabile al ritmo dell’Aprilia che a quello delle Ducati. Restando sulle RC16, nella top 10 c’è spazio anche per Enea Bastianini, che oggi sembra aver fatto un passo avanti proseguendo con le comparative di aerodinamica, ed ha chiuso decimo a soli 37 millesimi da Acosta.

Tra le due moto di Mattighofen c’è la prima delle Honda, con la Casa giapponese che quindi sembra aver fatto un passo indietro rispetto al miglior tempo di ieri. Joan Mir non è riuscito a ripetere lo stesso crono, risultando più lento di circa quattro decimi con il suo 1’57″268. Tuttavia, questo non deve privare la Casa giapponese dell’ottimismo manifestato nei giorni scorsi. E neppure il problema tecnico patito da Luca Marini nel corso della mattinata. Il marchigiano è stato costretto a parcheggiare a bordo pista, ma poi ha ripreso l’attività regolarmente, chiudendo con il 16° tempo in 1’57″805. Prestazione che ha realizzato nella sessione pomeridiana.

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Ha ripreso l’attività anche la Yamaha, che ha rimandato in pista le M1 V4 dopo lo stop precauzionale di ieri. A quanto pare, il duro lavoro fatto nella notte tra Italia e Giappone ha portato a scoprire il problema che aveva portato al cedimento di ben due motori nella giornata di martedì, quindi oggi i piloti hanno potuto girare nuovamente, ad eccezione di Fabio Quartararo, rientrato in Europa dopo aver rimediato una frattura del dito medio della mano destra nella caduta di due giorni fa. Alla fine la migliore delle M1 è stata quella di Alex Rins, che con l’1’57″580 realizzato in mattinata si è piazzato 12°.

Bisogna scendere invece fino al 18° posto per trovare il migliore degli esordienti. Nonostante una giornata di lavoro in meno rispetto a Diogo Moreira, Toprak Razgatlioglu è riuscito proprio nel finale della sessione pomeridiana a saltargli davanti con il 18° tempo assoluto in 1’58″326. Tra le altre cose, oggi sulla Yamaha del turco sono apparse per la prima volta le appendici aerodinamiche sul codone. Il brasiliano della Honda LCR alla fine è stato più lento di poco più di un decimo, ma per entrambi c’è ancora tanta strada da fare perché il gap dai migliori resta di circa due secondi.

MotoGP 2026 | Test Sepang: i tempi della terza giornata

Fotogallery MotoGP | La terza giornata dei test collettivi di Sepang

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