di
Giuseppe Guastella
Contro Corona anche Marina e Pier Silvio Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Ilary Blasi, Gerry Scotti, Gianluigi Nuzzi e Samira Lui: «Danni reputazionali e patrimoniali». «Le somme eventualmente riconosciute andranno a un fondo per le vittime di stalking e di cyberbullismo»
Mediaset e Mfe-Media for Europe, ma anche i vertici del Biscione, Marina e Pier Silvio Berlusconi e alcuni dei suoi personaggi più rappresentativi – Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Ilary Blasi, Gerry Scotti, Samira Lui e Gianluigi Nuzzi – citano in giudizio Fabrizio Corona per «danni reputazionali e patrimoniali» subiti da lui e dalle società a lui riconducibili. Il risarcimento chiesto è di 160 milioni di euro.
«Quanto diffuso dal progetto Falsissimo e da Fabrizio Corona, attraverso una violenza verbale inaudita, costituisce un insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e del minimo rispetto per le persone, le loro famiglie e le realtà coinvolte», si legge in una nota della azienda di Cologno Monzese che «si riserva inoltre di agire verso chi, a vario titolo, incentiva, amplifica o diffonde consapevolmente tali contenuti».
Nella nota del gruppo televisivo, si legge, in riferimento a quanto diffuso in rete da Corona, che «non si tratta di gossip, né di pettegolezzo. Si tratta di un meccanismo organizzato e sistematico, nel quale la menzogna diventa uno strumento di lucro. Su questa campagna d’odio Corona monetizza migliaia di euro ogni settimana».
Per questo, Mediaset e MFE «giranno in ogni sede per contrastare questo meccanismo. Che può colpire chiunque, persone note e cittadini comuni. Con una differenza sostanziale: mentre un grande gruppo come il nostro può permettersi strumenti di tutela adeguati, moltissime persone non hanno le risorse economiche necessarie per difendersi».
Il gruppo annuncia che «le somme eventualmente riconosciute dal giudice a titolo risarcitorio in questo procedimento saranno destinate alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel cosiddetto Codice Rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo. Le persone, tutte le persone, devono potersi difendere sempre da questi crimini odiosi».
Articolo in aggiornamento…
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5 febbraio 2026 ( modifica il 5 febbraio 2026 | 20:28)
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