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Scade il trattato New Start sulle armi nucleari. Trump: «Ora ne serve uno migliore»
MMondo

Scade il trattato New Start sulle armi nucleari. Trump: «Ora ne serve uno migliore»

  • 6 Febbraio 2026

di
Paolo Valentino

Ripreso il dialogo militare di alto livello Usa-Russia. La Cina, che nel 2035 avrà mille testate nucleari, rifiuta di sedersi al tavolo

Ai tempi supplementari, qualcosa sembra muoversi sul New Start, il trattato sulla limitazione delle testate nucleari strategiche tra Russia e Stati Uniti, firmato nel 2010 e scaduto ieri, lasciando il mondo per la prima volta in oltre mezzo secolo privo di qualsiasi strumento di freno e controllo degli arsenali atomici.

Secondo il sito Axios, Mosca e Washington sarebbero infatti vicini a raggiungere un’intesa per continuare a rispettarne quanto meno i limiti massimi. La notizia trapela a margine dei colloqui di pace in corso ad Abu Dhabi tra Russia, Usa e Ucraina. Axios cita un anonimo funzionario americano, secondo il quale è stato «concordato tra le due parti di agire in buona fede e avviare una discussione sulle modalità di aggiornamento». Un’altra fonte spiega che l’ipotesi di lavoro sarebbe quella di una estensione provvisoria di sei mesi, durante i quali Russia e Stati Uniti si impegnano a rispettare il New Start. Nel frattempo le due parti negozierebbero i nuovi termini di un rinnovo vero e proprio.



















































Scade il trattato sulle armi nucleari. Trump: «Ora ne serve uno migliore»

Trump non ha confermato l’anticipazione di Axios ma in un post su Truth ha riproposto la sua posizione: «Più che trattare su un’estensione del New Start, un accordo malamente negoziato dagli Stati Uniti, e grossolanamente violato», occorrerebbe lavorare «a un nuovo, migliore e più moderno trattato che possa durare a lungo nel futuro».

Mentre il portavoce del Cremlino, Peskov, ha detto che Mosca è «pronta a un dialogo» in presenza di «proposte costruttive». Il New Start fissa a 1.550 il numero massimo di testate atomiche (basate su missili a terra, a bordo di sottomarini e sui bombardieri strategici) che ognuna delle due superpotenze può spiegare. In più, ed è questa la parte più innovativa ed efficace, l’accordo prevede un sistema di controlli satellitari, scambio di dati e soprattutto di ispezioni reciproche intrusive on site, che ne ha garantito il rispetto.

Firmato 16 anni fa da Barack Obama e Dmitrij Medvedev, allora presidente della Russia su temporanea concessione putiniana, il New Start prevedeva un solo rinnovo per cinque anni, sottoscritto nel 2021 da Biden e Putin, nel frattempo tornato al Cremlino.

Ma dopo l’inizio della guerra in Ucraina, il leader russo ha sospeso il sistema dei controlli, nonostante sia Mosca che Washington hanno fin qui continuato a rispettare il tetto alle testate. Anche se non è chiaro, è probabile che l’ipotesi di prolungare per sei mesi il rispetto del trattato riguardi solo questa parte e non già quella dei controlli.

Un anno fa Putin aveva proposto a Trump, appena rieletto, una proroga volontaria di un anno del New Start. In cambio però, la Russia chiedeva la rinuncia degli Usa al Golden Dome, il costosissimo progetto di scudo spaziale che Trump vuole realizzare ad ogni costo. Ma il presidente americano non ha mai preso in considerazione la proposta, sostenendo, come ha di nuovo fatto ieri il suo segretario di Stato, Marco Rubio, che ogni nuova trattativa sulla limitazione delle armi nucleari strategiche debba comprendere anche la Cina, potenza atomica in forte crescita. Pechino dispone attualmente di oltre 600 atomiche e appare decisa ad averne 1.000 entro il 2035. Ieri, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha confermato il rifiuto del Dragone di sedersi a un tavolo sul nucleare, almeno in questa fase: «Le nostre capacità sono di portata completamente diversa da quelle di Usa e Russia», ha detto Lin.

Una nota di contesto positiva, che potrebbe facilitare la ripresa dei colloqui sul New Start, è la notizia che, in margine agli incontri negli Emirati, Russia e America hanno deciso di riprendere il cosiddetto dialogo militare di alto livello, cioè i contatti regolari tra gli stati maggiori dei due Paesi, al fine di evitare qualsiasi errore o malinteso che potrebbe portare a una escalation involontaria e precipitare uno scontro diretto. I canali di comunicazione militare tra Mosca e Washington si erano interrotti nel 2021.

5 febbraio 2026 ( modifica il 5 febbraio 2026 | 23:40)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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