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Rocío Muñoz Morales ha detto finalmente la sua. Dopo mesi di chiacchiere, gossip e indiscrezioni sul post Bova, l’attrice e conduttrice spagnola si è confessata senza filtri in una lunga intervista a Vanity Fair. Dalla rottura con l’ex marito dopo 14 anni di relazione e due figlie (Luna e Alma, rispettivamente 10 e 7 anni) ai messaggi di lui a Martina Ceretti con la virale espressione «occhi spaccanti» rivelati da Fabrizio Corona, dalla famiglia al lavoro fino ai nuovi flirt che i media le hanno attribuito prima con Stefano De Martino, che lei definisce «un professionista che stimo e un-amico-e-basta», e poi Andrea Iannone su cui però non ha molto dire alla giornalista Chiara Oltolini: «Ci siamo incontrati per caso a Madrid, non sapevo molto di lui. Ho scoperto una persona sensibile, con valori simili ai miei. Davvero di più non posso aggiungere […], ci conosciamo da pochissimo».
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Lo scandalo, la gestione delle figlie e la privacy violata
Ma è sulla rottura con l’attore protagonista di “Don Matteo” che ora Rocìo Muñoz Morales si libera, dopo essere rimasta in silenzio per mesi per proteggere le sue bambine.
Anche perché «hanno parlato troppo tutti», come lei stessa non manca di sottolineare. «Niente poteva farmi immaginare quello che sarebbe accaduto» dice Morales. Puntualizza che fino alla scorsa estate pensava fossero una famiglia e che in tutti gli anni passati assieme non aveva mai dubitato della fedeltà di Bova, ripetendo d’aver scoperto tutto dai media. Stupisce la risposta alla domanda sulla reazione che ha avuto al tradimento: «Non ho mai avuto rabbia nei suoi confronti, neanche all’inizio. Ero delusa oltre ogni aggettivo, perennemente incredula, eppure, e può suonare strano, non ce l’ho fatta ad arrabbiarmi», spiegando che il suo unico pensiero è stato da subito pensare alle bambine: «Ho concentrato lì tutte le mie forze».
Lo scandalo, lo ricordiamo tutti, l’ha sovraesposta. Quando finisce un amore è naturale farsi un esame di coscienza, capita anche di darsi delle colpe, ma Rocìo a tal proposito è una roccia: «Non ho alcuna responsabilità: ho amato, rispettato, tutelato, supportato. Non voglio dire che sia stata una compagna perfetta, ma mi sono messa in discussione spesso, ho provato a capire dove potevo mancare e migliorare: a volte ci sono riuscita, a volte meno».
La gestione del post Bova e il futuro, inevitabile, in cui anche Luna e Alma verranno a conoscenza dei fatti è per l’artista madrilena motivo di ulteriore confessione: «Tante persone avrebbero dovuto restare al loro posto rispettando la privacy e soprattutto due minori» che «al momento non hanno accesso a Internet, ai social; non possiedono lo smartphone, o meglio, la maggiore adesso ha un telefonino per parlare con il papà però non si connette alla rete; tablet e tv sono bloccati; ma presto o tardi leggeranno, andranno a cercare, si imbatteranno in notizie vere e notizie false che riguardano i loro genitori, scopriranno certe dichiarazioni e chiederanno spiegazioni. Ed è per questo che peso ogni parola». La giornalista chiede se hanno voluto sapere qualcosa e Morales risponde: «Sono state brave a non pretendere troppe spiegazioni, ad adattarsi mentre facevo le moltiplicazioni: ho moltiplicato la mia presenza, il tempo insieme, gli abbracci, le risate, i balli. E infatti la mia più grande vittoria è che sono serene».
La vita da single di Rocìo e i progetti futuri: dal thriller di Vanzina alla commedia di Brizzi
Da sola rivela di essersi «scoperta più forte e più buona, capace di combattere col sorriso. Mi sono sorpresa di me stessa. Non sono spaventata di dover rinascere, sono serena, giovane e, nonostante le ferite, credo ancora nell’amore». Ma con Raoul è finita davvero, perché «il fuoco si è spento». Precisa però che «resterà una figura importante: è il padre delle mie bambine».
Galeotto fu il set di “Immaturi – Il viaggio” di Paolo Genovese. I due si incontrarono proprio lì: «Ero una ragazzina che non sapeva nulla di questo Paese e la recitazione non era un obiettivo» dice Morales. Intanto però tra i suoi futuri progetti, come ricorda nell’intervista, c’è la tournée teatrale di “Contrazioni pericolose”, il thriller “La sera a Roma” di Enrico Vanzina e “Quasi vera” di Fausto Brizzi.
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