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Michela Nicolussi Moro
Franca Genovini di 85 anni era stata trovata senza vita nella cucina della sua casa il 7 agosto 2024. Inizialmente sembrò un malore ma un dettaglio cambiò tutto: la donna non aveva addosso i gioielli che portava sempre
È coinvolta anche una vicentina, Erica Cuscela di 25 anni, nel clamoroso colpo di scena che giovedì ha portato alla soluzione del giallo sulla morte di un’anziana di Siena, Franca Genovini di 85 anni, trovata senza vita su una sedia nella cucina della sua casa, in frazione Castellina in Chianti, il 7 agosto 2024. In un primo momento sembrò un malore ma poi qualcosa non tornava, i carabinieri si accorsero che sul corpo senza vita della vedova non c’erano i gioielli che portava sempre, così il giorno dopo la Procura di Siena aprì un fascicolo contro ignoti per omicidio e dispose l’autopsia. La scorsa estate furono iscritte nel registro degli indagati Cuscela e una nipote acquisita 37enne della vittima, con l’ipotesi di reato di omicidio doloso pluriaggravato, rapina pluriaggravata e autoriciclaggio. Giovedì mattina la svolta: le due donne sono state arrestate.
Le accuse
Devono rispondere di concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e dal nesso teleologico (maggiore intensità del dolo e pericolosità di chi commette il crimine) e, per la 37enne, dal legame familiare. Vengono inoltre contestati: la rapina pluriaggravata per l’essersi impossessate di gioielli in oro del valore di oltre 6mila euro, contanti per 3mila euro, una carta Postamat e altri beni; l’autoriciclaggio, perché i monili furono venduti a un «Compro oro» a Poggibonsi (Siena); l’uso indebito della carta di credito con prelievi dal conto dell’anziana effettuati in Uffici postali del Veneto; e, alla nipote, la calunnia nei confronti di due macedoni ingiustamente accusati e la simulazione di reato.
La donna vicentina
Erica Cuscela, originaria di Taranto ma residente da tempo nel Vicentino, è stata prelevata da casa dai carabinieri toscani con il supporto dei colleghi veneti. È iscritta al gruppo Facebook «Sei di Altavilla Vicentina se», su Linkedin si presenta come «magazziniera, cassiera, banconista, commessa/addetta alle vendite di abbigliamento femminile» diplomata all’Istituto «Cabrini» di Taranto per i Servizi culturali dello spettacolo. Una Erica Cuscela compare anche tra i candidati della lista «Europa Verde Taranto» per le elezioni comunali del 2022, ma non ci sono conferme che si tratti della stessa persona finita in carcere. I particolari della vicenda saranno resi noti venerdì a mezzogiorno nel corso di una conferenza stampa annunciata dal procuratore Andrea Boni al Comando provinciale dei carabinieri del capoluogo toscano. Quel che è certo è che gli inquirenti sono arrivati a lei e all’altra indagata quando l’autopsia evidenziò violenze sul corpo di Franca Genovini, facendo ipotizzare un probabile caso di truffa ad anziana finita male, cioè con la morte dell’ottantenne «per atti violenti di terze persone».
La ricostruzione grazie alle telecamere di sorveglianza
Procura e carabinieri hanno ricostruito la storia esaminando i filmati delle telecamere comunali di videosorveglianza e scoprendo così che la nipote della vittima ed Erica Cuscela dopo la morte dell’anziana ne avevano venduto i gioielli a un «Compro Oro» a Poggibonsi (Siena). Le somme riscosse, pagate con due diversi bonifici, furono bloccate dalla Procura il 3 ottobre 2024. Gli ulteriori riscontri ottenuti dai rilievi dei Ris, che sempre a ottobre di quell’anno tornarono a casa della vittima, e con le prove tossicologiche sulla salma disposte per verificare un eventuale avvelenamento, hanno permesso di escludere la morte per cause naturali. Ecco perché da 18 mesi la salma è all’obitorio dell’ospedale di Siena, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le due indagate sono state perquisite, la casa e l’auto dell’anziana ispezionate dal Ris di Roma, mentre la Procura ha nominato due consulenti tecnici, un tossicologo e un genetista, per altre indagini sulle cause del decesso. I carabinieri hanno inoltre svolto accertamenti sulle proprietà dell’anziana, cioè immobili e terreni, quindi il movente economico della tragedia è stato preso subito in considerazione. Franca Genovini, nota commerciante che viveva da sola ed era autosufficiente, era conosciuta a Castellina anche perché sorella del parroco di un paese vicino, morto qualche tempo prima. Era molto attiva in parrocchia, aiutava il curato a tenere in ordine la chiesa, che frequentava ogni giorno. E infatti quel 7 agosto fu proprio il sacerdote a dare l’allarme, non vedendola arrivare e non riuscendo a parlarle al telefono. Lei non rispondeva, lui si preoccupò e avvertì il Comune.
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6 febbraio 2026 ( modifica il 6 febbraio 2026 | 07:29)
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