L’attacco frontale di Anthropic a OpenAI con quattro spot per il Super Bowl 2026: «Hanno messo le pubblicità su ChatGpt. Sul nostro chatbot non arriveranno mai»

Anthropic ha tirato fuori le unghie e le ha puntate contro OpenAI. Ma sempre con un sorriso. Siamo a pochi giorni dal Super Bowl — l’atteso evento sportivo di football americano e, al tempo stesso, di intrattenimento a stelle e strisce — e le aziende hanno già fatto circolare le pubblicità che manderanno in onda per l’occasione. Pochi minuti di spot, talvolta bastano anche secondi, per catturare in un colpo solo l’attenzione di milioni di americani: secondo Nielsen, società di misurazione dell’audience, nel 2025 sono stati 127 milioni gli spettatori collegati. Ecco spiegato perché le aziende sono disposte a mettere le mani al portafoglio e soprattutto a giocarsi il tutto e per tutto per far passare un messaggio, oltre che per promuovere un prodotto o un servizio.

Nel caso di Anthropic, il messaggio da trasmettere a centinaia di milioni di persone si riassume in quattro parole: tradimento, violazione, slealtà, inganno. Espressioni che compaiono in altrettanti video pubblicitari da un minuto, quelli con cui l’azienda che ha realizzato il chatbot Claude ha deciso di attaccare la rivale OpenAI. Non che venga mai nominata direttamente l’azienda o il suo chatbot. Sarebbe uno scivolone fin troppo inelegante. Però non ci sono dubbi che si stiano riferendo a ChatGpt. Che, come annunciato a metà gennaio, presto ospiterà degli annunci proprio nelle risposte del chatbot. Rigorosamente solo per gli utenti che lo usano senza pagare. Un modello di business che ormai abbiamo imparato a conoscere anche con altri servizi digitali, dai social ai servizi di streaming. ChatGpt è la prima ad avere rotto il tabù nell’ambito delle intelligenze artificiali. E Anthropic non l’ha presa molto bene. 



















































In una di queste pubblicità si vede un uomo sulla trentina seduto nello studio di una psicologa. «Come faccio a comunicare meglio con mia madre?», chiede alla specialista. La quale — con sguardo vacuo ed espressione tutto sommato monocorde — come prima cosa loda la domanda/prompt che ha fatto il paziente, poi sciorina alcune soluzioni che ben si adattano al contesto di una seduta di terapia psicologica: dall’ascolto attivo a creare una connessione tramite attività comuni. Poi, il suggerimento inatteso: «Se la relazione non può essere riparata, puoi trovare connessione emotiva con altre donne più anziane suGolden Encounters, il sito di incontri che mette in contatto “cuccioli sensibili” con panterone ruggenti». Silenzio. Imbarazzo. Poi una domanda del paziente spaesato: «Cosa?».

Un’espressione di stupore e confusione che accomuna anche gli sventurati protagonisti degli altri tre spot. In una, un personal trainer consiglia al ragazzo mingherlino le suolette per guadagnare centimetri in altezza. Poi c’è la giovane donna che consiglia un servizio di prestiti all’amica che vuole lanciare un nuovo esercizio commerciale. E infine il professore universitario che elogia (fin troppo) enfaticamente il compito di una studentessa, salvo poi proporle di acquistare un gioiello in sconto.

Tutti i video si chiudono con la stessa frase: «Le pubblicità stanno arrivando sull’AI. Ma non su Claude». La psicologa, il personal trainer, il docente e l’amica che si vedono nei quattro video non sono altro che una personificazione di ChatGpt. Che, come sostiene provocatoriamente Anthropic, presto infilerà (in maniera più o meno maldestra) annunci e inserzioni nelle sue risposte quando meno ce lo aspettiamo. Talvolta anche nei momenti in cui siamo più vulnerabili. Un attacco frontale da parte di un’azienda che ha fatto dell’approccio etico all’intelligenza artificiale una bandiera da sventolare. Tanto da avere scelto lo scontro frontale anche con il Pentagono — con il quale quest’estate aveva siglato un contratto da 200 milioni di dollari — perché quest’ultimo vorrebbe utilizzare le tecnologie di Anthropic per fare sorveglianza di massa. 

Un attacco frontale a OpenAI, dicevamo. Anche se non è mai stata nominata direttamente, è impossibile non capire il riferimento: è l’unica per ora ad avere avanzato l’idea delle inserzioni nelle risposte dell’AI. Non è tardata la risposta del «papà» di ChatGpt Sam Altman. Sempre con un sorriso. «Innanzitutto, la parte positiva degli spot di Anthropic: sono divertenti e ho riso». Poi, la replica vera (un po’ piccata). «Ma mi chiedo perché Anthropic dovrebbe optare per qualcosa di così chiaramente disonesto», ha scritto su X, spiegando (senza però scendere troppo nei dettagli) che le pubblicità su ChatGpt non funzioneranno affatto come è stato rappresentato nei quattro video del Super Bowl. «Non siamo stupidi e sappiamo che i nostri utenti lo rifiuterebbero». Infine, la stoccata. «Anthropic offre un prodotto costoso a persone ricche. Siamo lieti che lo facciano e lo facciamo anche noi, ma siamo anche fermamente convinti che sia necessario portare l’AI a miliardi di persone che non possono permettersi un abbonamento».
Gioco fermo, palla al centro. O qualsiasi sia l’equivalente nel football americano. 

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5 febbraio 2026