di
Simone Golia

Entrata da poco fra le prime cento tenniste del mondo, ha preso parte agli ultimi Australian Open. Sul corpo è solita disegnarsi dei tatuaggi provvisori «A volte restiamo senza elettricità per 15 ore»

Poco prima di decollare per Melbourne, destinazione Australian Open, la casa di Oleksandra Oliynykova ha tremato forte. Uno Shahed — i droni kamikaze iraniani che stanno cambiando la guerra moderna — aveva appena abbattuto il palazzo che le stava di fronte. A Kiev, purtroppo, non fa più notizia ma lo fa il fatto che Oleksandra è ad oggi l’unica tennista che vive e si allena in Ucraina. Nella bio della sua pagina Instagram c’è un link che rimanda a una raccolta fondi per sostenere l’unità militare in cui combatte il padre. Oliynykova dà l’esempio, devolvendo la maggior parte dei propri incassi. Il 2025 è stato un anno produttivo, ha vinto tre Wta 125 di fila, risultati che le hanno permesso di entrare nelle prime 100 tenniste del mondo e di prendere parte per la prima volta in carriera al tabellone di uno Slam. 

A Melbourne il percorso di Oliynykova, 25 anni e perfetta nelle qualificazioni, si è fermato al primo turno contro l’americana Madison Keys, il che le ha comunque permesso di incassare 150.000 dollari australiani (75.757 sterline). Una grande soddisfazione, che però non ha potuto condividere con nessuno. In Australia, infatti, c’era solo lei. Non un allenatore, non un fisioterapista, non una squadra. L’obiettivo principale è contenere le spese: «Quando non sai cosa succederà domani, non ti senti a tuo agio a spendere soldi e viaggiare con una squadra numerosa. Voglio aiutare i soldati, quindi continuerò a viaggiare da sola», ha raccontato in un podcast col giornalista Ben Rothenberg: «Nel mio appartamento, quando non c’è elettricità, non c’è riscaldamento né acqua. A volte restiamo senza elettricità per 15 ore». A salvarla in allenamento c’è un generatore separato che riesce a rimediare a certe mancanze. 




















































La lotta contro i tennisti russi e bielorussi

Mentre scendeva in campo per la sua prima partita a Melbourne, i fan hanno notato che Oliynykova presentava dei piccoli tatuaggi floreali sul viso. Disegni provvisori, perché la tennista ucraina è nota per cambiare gli «adesivi» in base al luogo in cui si esibisce. Attualmente sta giocando un torneo in Transilvania, terra associata a vampiri e pipistrelli, creature puntualmente disegnate. Oliynykova, inoltre, fa la voce grossa con le istituzioni, chiedendo la squalifica totale di giocatrici russe e bielorusse: «Trovo molto triste che l’attenzione stia scemando perché questa è una guerra lunga. Se si indaga a fondo, si vedrà che molti giocatori e molte giocatrici tifano Putin o Lukashenko. Molti di loro non sono le persone che mostrano in televisione. Dietro ci sono cose orribili e non è giusto che la gente le ignori. Le loro opinioni e azioni sono pericolose, rappresentano alcune delle ragioni per cui il mio appartamento tremava prima di arrivare in Australia». 

Al torneo che sta giocando in Transilavnia ha rischiato perfino di non partecipare: «A causa degli attacchi russi, sono rimasta bloccata in ascensore due ore prima della partenza del mio treno. Sono arrivata con solo dieci minuti di anticipo». Dopo aver battuto l’ungherese Anna Bondar, si è rifiutata di salutarla: «Ha partecipato al North Palmyra Trophy nel dicembre 2022, un torneo che si è svolto in Russia e finanziato da Gazprom, uno dei pilastri finanziari della Russia durante la guerra. Sono gli stessi fondi che la Russia usa per uccidere bambini e donne in Ucraina, gli stessi che distruggono il nostro Paese. Giocare a quel torneo sapendo tutto quello che è successo equivale a giocare nella Germania nazista nel 1941 ed essere pagati con i gioielli degli ebrei assassinati ad Auschwitz».

6 febbraio 2026