Chi è nato tra il 1961 e il 1967 potrebbe andare in pensione più tardi rispetto a quanto immaginato fino a pochi anni fa. Per questa fascia anagrafica, che oggi si avvicina alla fine della carriera lavorativa, il traguardo dell’uscita dal lavoro appare sempre più mobile e incerto. Il motivo non è legato a una singola riforma o a una decisione improvvisa, ma a un intreccio di regole, scadenze e meccanismi automatici che rischiano di tradursi in un allungamento concreto dell’età pensionabile.
È una generazione che si trova a metà strada tra vecchie e nuove regole e che, proprio per questo, rischia di subire gli effetti più penalizzanti della transizione del sistema previdenziale italiano.
Pensioni di invalidità in aumento, pesa l’invecchiamento e non l’addio al Reddito