di
Lorenzo Cremonesi

Gli spari nel centro della capitale: Alekseyev sarebbe sopravvissuto. Il Cremlino accusa gli ucraini

KIEV – Ancora un attentato a Mosca contro un alto ufficiale coinvolto nella guerra contro l’Ucraina. Un’azione mirata a uccidere, mentre si torna a parlare di un prossimo round di negoziati tra Mosca e Kiev. E intanto l’Unione europea presenta un nuovo pacchetto di sanzioni mirate a colpire le esportazioni di energia russa per indurre Vladimir Putin a negoziare «in modo serio». 

Ieri mattina l’attentato nella capitale russa è stato condotto ai danni del generale Vladimir Alekseyev, vice-comandante del Gru, il servizio d’intelligence militare. 



















































I media russi spiegano che l’azione è stata condotta mentre lui si trovava nel suo appartamento in un quartiere settentrionale di Mosca: sembra sia stato colpito alle spalle da uno o più colpi d’arma da fuoco. Il  generale sarebbe sopravvissuto, ma non sono note le sue condizioni di salute. Gli investigatori citati dalle televisioni locali affermano che il responsabile «è riuscito a dileguarsi». 

Non è chiaro se l’esecutore sia uno soltanto, oppure se abbia operato un commando di più persone. A Kiev il generale Alekseyev è considerato un «traditore», originario della regione di Vinnytsia, nell’Ucraina centrale, ha poi operato con le forze filo-russe nei territori occupati. A Mosca segnalano che fu uno degli alti ufficiali coinvolti nella raccolta di dati dell’intelligence che prepararono l’invasione del 2022. Gli americani lo misero sotto sanzioni per il sospetto che sia stato implicato nel tentativo di assassinio contro l’ex agente russo Sergei Skripal in Gran Bretagna nel 2018. 
Fu poi tra i negoziatori per conto di Putin con i miliziani rivoltosi della Wagner di Yevgeny Prigozhin nell’estate del 2023. 

In Ucraina il comandante della brigata Azov, Denis Prokopenko, lo accusa sui social di avere violato la parola data quando, nel maggio 2022, promise un «trattamento secondo le Convenzioni di Ginevra» agli ucraini che si arrendevano a Mariupol, salvo poi «sottoporli a sistematiche torture di ogni genere». Ieri il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha accusato gli agenti ucraini di avere «provato ad assassinare Alekseyev» col fine di «boicottare il processo di pace»

Tra i generali assassinati dal 2022 a Mosca, i media russi ricordano Igor Kirillov, ucciso nel dicembre 2024 e Yaroslav Moskalik la primavera scorsa, seguito in dicembre da Fanil Sarvarov. Comunque, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, torna a ripetere che il prossimo round di negoziati, dopo quelli che si sono tenuti a Abu Dhabi nei giorni scorsi, «potrebbe avvenire presto, sebbene non ci sia ancora una data precisa». 

Il presidente Volodymyr Zelensky ha accennato tre giorni fa che le delegazioni potrebbero spostarsi negli Stati Uniti. S’intensifica nel frattempo la politica europea volta a boicottare l’economia russa. 

Ieri la Commissione europea ha proposto un nuovo pacchetto di sanzioni (il ventesimo dall’inizio della guerra), che comprendono la messa al bando dei servizi marittimi per l’export energetico di Mosca. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha sottolineato che tutt’ora la Russia esporta un terzo del suo petrolio tramite cargo occidentali e che dunque per indurre Putin a negoziare seriamente è necessario imporre il massimo delle pressioni.

6 febbraio 2026