di
Aldo Tani
Castellina in Chianti: ecco come la nipote e l’amica incontrata su Facebook hanno ucciso Franca Genovini. Per un bottino di 9 mila euro
L’incontro causale in un gruppo Facebook dove le persone si confrontavano sulle difficoltà economiche. Tre mesi dopo, il 7 agosto 2024, la messa in pratica del piano per uccidere Franca Genovini, commerciante di Castellina in Chianti. Prima però approfondite ricerche su internet nel tentativo di farla franca. Dalla quantità di veleno per topi per eliminare un essere umano ai segni lasciati dal cuscino in caso di soffocamento. Con la premura poi di cancellare le tracce, facendo resettare da un esperto informatico i rispettivi telefoni.
Denise Duranti, 37enne senese e nipote acquisita della vittima, ed Erica Cuscela, 25 anni, originaria di Taranto ma residente nel Vicentino, tuttavia non avevano fatto i conti con l’autopsia. E soprattutto con quei segni impressi sul volto e sul braccio dell’anziana.
Troppo sospetti per una persona che nonostante gli 85 anni lavorava ancora ed era in buona salute. Pochi mesi dopo, non a caso, le due presunte assassine erano già indagate. La stessa condizione attuale, in attesa della chiusura dell’inchiesta e della successiva udienza preliminare, nonostante per entrambe si siano spalancate le porte del carcere. La decisione del gip, maturata giovedì, sarebbe legata sia al pericolo di reiterazione del reato che al rischio di inquinamento delle prove.
Questo passo ulteriore ha consentito ai magistrati, guidati nelle indagini dal pm Niccolò Ludovici, di fare una salto in avanti per chiarire cosa è successo in quell’appartamento in località Malafrasca. Il procuratore capo Andrea Boni, facendo riferimento a una perizia collegiale del gip, ha parlato di assunzione o somministrazione di «benzodiazepine per via orale». Si tratta nello specifico di Lorazepam, rinvenuto in grandi quantità a livello gastrico.
Non solo, altre sostanze sono state iniettate per via endovenosa, come testimonia il buco nel braccio. Quindi è sopraggiunto il soffocamento: i segni sul viso della vittima ne offrono una testimonianza. All’esito delle indagini «sono emersi gravi indizi di colpevolezza nei confronti delle due donne», ha aggiunto Boni, chiarendo che le investigazioni «hanno consentito di collocare entrambe le indagate all’interno dell’abitazione della Genovini la mattina del 7 agosto 2024, per un arco temporale di alcune ore, seppur non tutte in contemporanea».
Da quanto emerso la ragazza più giovane sarebbe arrivata nel Senese da Vicenza il giorno dell’omicidio, utilizzando la macchina del compagno ma raccontandogli che si doveva recare a un colloquio di lavoro. Avrebbe ricevuto anche dei soldi dall’altra donna per partecipare all’omicidio. Poi le due si sono allontanate con un bottino di circa 9 mila euro, tra gioielli, poi rivenduti a un Compro-oro di Poggibonsi, e contanti. Secondo le indiscrezioni circolate in paese l’obiettivo sarebbe stato più cospicuo, l’eredità dell’anziana, tra l’altro proprietaria dell’appartamento dove viveva la nipote.
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7 febbraio 2026 ( modifica il 7 febbraio 2026 | 07:34)
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