di
Renato Franco
Petrecca ha preso il posto di Bulbarelli nella telecronaca Rai all’ultimo: ha confuso Matilda De Angelis con Mariah Carey, ha scambiato la presidente del Cio per la figlia di Mattarella, non ha saputo riconoscere i campioni delle nazionali di volley
«Buonasera dallo Stadio Olimpico». Peccato fosse San Siro. Pronti via, subito la prima gaffe. Il commento all’apertura delle Olimpiadi su Rai1 è stato affidato al direttore di RaiSport Paolo Petrecca, che forse è stato scelto perché — a sua e nostra insaputa — è campione olimpico di gaffe, errori e strafalcioni: ha confuso Matilda De Angelis con Mariah Carey, ha scambiato la presidente del Cio per la figlia di Mattarella, non ha saputo riconoscere i campioni delle nazionali di volley («mi sembra di vedere Paola Egonu»).
Se non sono gaffe, Petrecca punta a luoghi comuni di banalità disarmante, i brasiliani che hanno la musica nel sangue, gli spagnoli che sono sempre calienti, gli africani associati ai riti voodoo, gli arabi «che ci hanno abituato a vestiti del genere». Notevole anche quando sostiene che il Kazakistan abbia solo quattro atleti, «sette dei quali nello sci di fondo». Eccolo il vero campione di sfondone.
Nel momento in cui erano in scena le rappresentazioni di Verdi, Rossini e Puccini ha sfoggiato anche una battuta da gelare il sangue: «Se Puccini si fosse chiamato Bianchini avremmo avuto Rossini, Bianchini e Verdi a rappresentare i colori della nostra bandiera». L’unica cosa su cui forse si era preparato era la presenza di Ghali, che ha deciso — volutamente o no, vista l’impreparazione rimane il dubbio — di non citare mai, «punendolo» per le polemiche dei giorni precedenti quando il rapper aveva fatto capire di non aver avuto carta bianca sulla sua esibizione.
E pensare che nella Rai dove tutti hanno uno sponsor politico, il meloniano Petrecca non doveva nemmeno esserci. Aveva preso a sorpresa il posto del leghista Auro Bulbarelli che era stato punito per aver spoilerato in una conferenza stampa il coinvolgimento di Mattarella (sul tram guidato da Valentino Rossi) nella serata di apertura.
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Durante le tre ore abbondanti di telecronaca, Petrecca non ha mai tenuto a mente uno dei consigli migliori della vita: nel dubbio stai zitto. E ha dimenticato anche uno dei migliori consigli quando fai una telecronaca: se ci sono le immagini, le parole molte volte non servono. Lui invece nel dubbio parlava, parlava, parlava, coprendo con fiumi di (inutili) parole ogni momento della cerimonia di apertura. Attingendo in abbondanza a un piccolo gruppo di aggettivi elogiativi — sempre quelli — e la ripetizione di uno in particolare: «Inenarrabile». Come la sua telecronaca.
7 febbraio 2026 ( modifica il 7 febbraio 2026 | 10:17)
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