Il cacciabombardiere russo più temuto dalla Nato è tornato a sorvolare l’Artico. I ritardi nella produzione dei bombardieri stealth fanno tornare in scena il Cigno Bianco – il velivolo di epoca sovietica in grado di lanciare armi nucleari.

Cos’è il “Cigno Bianco”?

Il Tupolev Tu-160 russo, noto anche come Cigno Bianco, è uno degli aerei da combattimento più grandi al mondo, e uno dei pochi bombardieri in grado di raggiungere il doppio della velocità del suono grazie ai suoi quattro potenti motori. Il jet fu sviluppato negli anni ’70, durante la Guerra Fredda, quando l’Urss doveva competere con gli Stati Uniti e coprire lunghe distanze ad alta velocità. La sua missione primaria era quella di sferrare attacchi nucleari, ma ancheì missioni di bombardamento convenzionale o di attacco a lungo raggio. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la produzione del jet bianco è rallentata fino a interrompersi nel 1994. Solo nel 2018 è stata ripristinata la linea di produzione del velivolo e ora, con il conflitto in Ucraina, è destinato a diventare (nuovamente) un componente importante dell’Aeronautica Militare russa.

Le sue caratteristiche

Il Tu-160 ha due ali a doppia girevole. È in grado di lanciare missili da crociera, armi ipersoniche e nucleari, sebbene quest’ultime vengano caricate solo in caso di emergenza. Non in ultimo, il bombardiere può operare ad alta quota, rendendo difficile il suo attacco da parte delle difese aeree ucraine. Il jet può trasportare un totale di 45 tonnellate di munizioni. Ha un equipaggio di quattro persone. Secondo i media specializzati, tra cui il portale di politica di sicurezza 19Fortyfive e la piattaforma Army Recognition, il Cremlino deve accelerare la produzione del Cigno Bianco a causa dei ritardi nei suoi bombardieri stealth. 

La Nato osserva 

Al momento il Cigno Bianco sta sorvolando l’Artico per effettuare delle esercitazioni nel rispetto delle leggi internazionali sull’aviazione, stando a quanto riporta il Cremlino. Ma i movimenti del velivolo russo hanno messo in allerta gli alleati Nato che osservano con molta attenzione le operazioni del Cigno Bianco. Nel novembre 2025, un Tu-160 ha effettuato un pattugliamento di undici ore sulle acque internazionali dell’Artico. Si tratta di un’operazione che era già stata menzionata nei rapporti Nato, secondo quanto riporta Army Recognition. 


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