di
Ersilia Gillio

Salerno, parla Cristina Russo, figlia di Gaetano, il panettiere assassinato a coltellate: «Era il mio orso buono»

«Io vi chiedo aiuto. Aiutatemi, vi prego perché lui deve restare in carcere per sempre. Non posso immaginare che nel futuro qualcuno possa perdere un padre, o un fratello, in questo modo tanto terribile com’è successo a me».
A parlare è Cristina Russo, 19 anni, la figlia di Gaetano, il panettiere ucciso nella notte tra il 2 e il 3 febbraio nel suo negozio di Piazza Sabotino a Sarno, in provincia di Salerno. «Lui», invece, è Andrea Sirica, il 35enne che ha ucciso il commerciante con oltre dieci coltellate. 

Cristina si è diplomata nel 2025 con il massimo dei voti e mercoledì scorso avrebbe dovuto partecipare a una cerimonia per la consegna di un premio al merito scolastico. Gaetano aveva comprato un abito nuovo per l’occasione e per festeggiare la «sua principessa», come definiva la piccola di casa. Quell’abito nuovo sarà usato per i suoi funerali. La data non è stata ancora stabilita in attesa dell’autopsia che sarà effettuata lunedì. 
L’esame, come ha dichiarato il legale di famiglia, Giovanni Annunziata, consentirà di stabilire la violenza di Sirica. Il pm Federica Loconte della procura di Nocera Inferiore lo ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio aggravato dall’efferatezza, dagli abietti e futili motivi e dall’aver approfittato della minorata difesa. 



















































Cristina, che cosa è accaduto quella sera?
«Ogni volta che chiudo gli occhi, vedo quell’immagine. Stavo studiando, lui ha citofonato. Gli ho aperto io. Lo conosco bene, è praticamente cresciuto con papà. Frequentava la scuola con mia sorella. Anche il giorno prima era venuto in negozio. Proprio io gli avevo fatto un panino, gli avevo dato una birra. Gli ho dato anche dei soldi. Mi ha detto che erano per le sigarette».

Lui quindi veniva spesso da voi, ma quella sera aveva un comportamento diverso?
«È stato subito aggressivo. Mi è bastato dire mezza volta il nome di mio padre che lui si è precipitato a proteggermi. Mia madre stava riposando ma ha sentito il trambusto e ci ha raggiunti. Mio padre ci ha fatto da scudo, ci ha salvate mentre Sirica ha afferrato un coltello che era sul bancone e si è lanciato su papà. Ho visto tutto. Ho visto quell’uomo conficcare il coltello nel corpo di mio padre. Ho provato a fermarlo. Ho provato, ho supplicato. Non ci sono riuscita». Piange. 

Era lucido?
«Era molto lucido, secondo me. Mi ha detto spegni la connessione. Io non ho capito cosa intendesse e subito mi ha dato addosso. Poi continuava a dire che doveva ucciderci tutti. Che avrebbe ucciso tutti. Urlava: “Qui comando io”. E forse ci avrebbe ucciso tutti davvero se mamma non avesse capito cosa fare».

Che cosa?
«Mi ha trascinata fuori e ha chiuso la porta del negozio. Prima di uscire ho visto gli occhi di mio padre, mi diceva di andare via. Mi ha protetta fino al suo ultimo respiro». 

Voi eravate fuori, lui è rimasto dentro. Che cosa ha fatto?
«È arrivata mia sorella che abita nello stesso edificio. Lui ci urlava di aprire la porta. Ha sputato contro il vetro, continuando a dire che avrebbe ucciso tutti. Urlava: “Che vuoi fare? L’ho ucciso adesso uccido anche voi”, e ha fatto il segno del pollice all’altezza della gola, minacciandoci. E rideva. “Tuo padre è morto”, continuava a ripeterlo. Papà era il mio respiro. Mi è stato tolto il respiro in due minuti e proprio da chi è stato aiutato tanto da mio padre. Ho 19 anni, ho bisogno di un padre e invece ho visto mentre lo uccidevano».

State ricevendo molto affetto dalla comunità. Gaetano era amato da tutti.
«Papà era un orso buono. Ci ha insegnato a essere umili, a essere buoni, a non dimenticare gli altri. Qui la porta era aperta per tutti quelli che avevano bisogno. I coltelli erano sul bancone perché papà era un uomo buono, non avrebbe mai potuto immaginare che Andrea facesse quello che ha fatto».


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7 febbraio 2026 ( modifica il 7 febbraio 2026 | 07:28)