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Prendere il raffreddore aumenta le probabilità di avere anche l'influenza? Cosa dice la scienza
SSalute

Prendere il raffreddore aumenta le probabilità di avere anche l’influenza? Cosa dice la scienza

  • 7 Febbraio 2026

di
Cristina Ravanelli

Non è il responsabile dell’influenza, ma secondo alcuni studi può rilevarsi un insospettabile alleato per non prenderla. Il virologo Pregliasco: «Attenzione, però, perché una volta guariti può esserci una successiva infezione virale: il sistema immunitario rimane indebolito»

Potrebbe sembrare il contrario e invece il raffreddore non aumenta direttamente la probabilità di contrarre l’influenza perché si tratta di due virus differenti. Il raffreddore, infatti, può essere causato da oltre 260 virus; l’influenza in circolazione in questa stagione è sostenuta prevalentemente dai virus influenzali di tipo A, con una forte prevalenza del ceppo A/H3N2, quello che comunemente viene chiamato variante K. Non solo il raffreddore non è il responsabile dell’influenza, ma secondo alcuni studi scientifici, potrebbe rilevarsi un insospettabile alleato per non prenderla.
Il motivo lo spiega il virologo Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore scientifico dell’Osservatorio Virusrespiratori: «Se sono affetto da un virus, come un rhinovirus del raffreddore, le mie difese antivirali si accendono e riducono la possibilità di infezione da un altro virus perché innescano una risposta immunitaria complessiva che prevede anche la formazione di anticorpi relativamente non specifici: questo possono dare una parziale copertura nei confronti di altri virus, come l’influenza A, e ritardarne la diffusione nella popolazione». Tuttavia, il virologo mette in guardia: «Ma se è vero che non è possibile beccarsi due virus nello stesso momento, c’è però un altro rischio: una volta guariti dal raffreddore può esserci una successiva infezione virale perché il sistema immunitario rimane indebolito. In particolare, assistiamo a polmoniti batteriche da pneumococco in anziani, fragili e bambini molto piccoli».

Meglio mettersi a caldo?

C’è poi la questione della prevenzione. «Copriti o morirai di freddo»: è un ritornello comune in questa stagione che alimenta l’idea che prendere freddo ci farà ammalare. Ed è vero che le malattie sono più comuni durante i mesi invernali, ma è vero che è più probabile prendere l’influenza se si dimentica cappello, sciarpa e guanti? Non esattamente. 
Fabrizio Pregliasco chiarisce: «Raffreddori e influenze sono causati da virus che si diffondono tramite gocce respiratorie o da persona a persona. Però, c’è un fondo di verità: molti virus sopravvivono più a lungo in condizioni più fredde e asciutte, aumentando le probabilità che rimangano e infettino. Inoltre, con il freddo passiamo più tempo al chiuso, in spazi affollati e poco ventilati, favorendo il passaggio dei virus da una persona all’altra. Infine, la riduzione della luce solare in inverno riduce anche la produzione di vitamina D, il che può indebolire il sistema immunitario».



















































Come sta andando la stagione delle infezioni?

Secondo gli ultimi dati, oltre 10 milioni di italiani hanno già contratto influenza o altre infezioni respiratorie acute. Un andamento in linea con le previsioni di inizio stagione, che indicavano un numero complessivo di casi compreso tra 14 e 16 milioni, e che dovrebbe gradualmente ridursi nel corso delle prossime settimane, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. 
«La stagione sta seguendo un andamento complessivamente atteso, con una presenza contemporanea di più virus respiratori. L’influenza resta il principale determinante dei quadri clinici più impegnativi, soprattutto nei soggetti più anziani o fragili, mentre nella popolazione generale l’infezione decorre nella maggior parte dei casi in modo gestibile» conclude Pregliasco.

7 febbraio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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