Il bresciano dopo il secondo posto in discesa a Bormio: “Alla partenza ero tesissimo, sentivo l’emozione nelle gambe. Innerhofer mi ha consigliato di non pensare troppo. Questa medaglia è per Franzoso e la mia famiglia”
7 febbraio 2026 (modifica alle 15:15) – BORMIO (SONDRIO)
Giovanni Franzoni d’argento nella discesa libera olimpica, a 24 anni, battuto solo dal fenomeno Von Allmen. La Milano Cortina dello sci alpino italiano comincia bene, benissimo. Nella recente intervista alla Gazzetta, un fuoriclasse come Kjetil Andre Aamodt aveva detto: “Franjo e Giovanni saranno come Senna e Prost”. Ha ragione… Infatti Franzoni apre la conferenza così: “Sì credo che io e Franjo siamo le persone più veloci al mondo sugli sci in questo momento. Siamo la nuova generazione dello sci ed è bello sfidarci”. Il loro rapporto non è solo rivalità però: “Sono molto felice di condividere il podio con lui, perché Von Allmen credo possa ispirare molte generazioni. Quindi è bello stare insieme sul podio”, e poi gli dice, “bravo Franjo”. Rivali sì, ma anche sodali: più volte Von Allmen ha difficoltà a comprendere le domande in inglese ma tranquilli, ci pensa Gio… Che poi spiega: “Argento vinto o oro perso? Sono andato a un soffio dalla vittoria, lo so, so che sulla Carcentina un filo di linea potevo migliorarlo ma questo argento mi rende molto orgoglioso, specie perché sono con Dominik e Franjo che sono i migliori al mondo. Non mi aspettavo che i risultati arrivassero tutti insieme, sono molto contento perché ho dovuto lavorare per recuperare da un infortunio in passato e non mi aspettavo l’impennata improvvisa. Questa medaglia è per Franzoso, il mio compagno che non c’è più. E poi per la mia famiglia”.
franzoni, sinner e innerhofer—
Poi Franzoni, fresco argento spiega: “Prima della partenza mi sentivo strano, diverso dal solito e insolito per me. Poi ho visto Odermatt e Von Allmen e ho pensato fosse dura batterli. Ho sentito la forza della gente, e ho cercato di divertirmi in gara. Le gambe erano rigide, sentivo la tensione, allora ho ascolta un po’ di musica, rilassarmi, sentire l’atmosfera attorno a me. Alla fine ero con i più veloci al mondo e ho pensato godiamoci i momenti. Lì mi sono calmato”. Emerge anche il lato giovane del bresciano: “Ieri parlavo con la mia famiglia ed è stato importante, mi hanno detto non pensare troppo, sei arrivato molto in là e va bene quello che verrà. Ho chiesto anche consigli a Innerhofer e anche lui mi diceva di stare sereno e non pensare troppo al contorno ma di godermi la gara. È stato importante”. Franzoni è amico di Sinner, i due si sono conosciuti e hanno un ottimo rapporto. Giovanni aveva ricevuto i complimenti di Jannik dopo la vittoria su Kitzbuhel: “Ma non ho scritto a Sinner dopo che ha perso all’Australian Open, non mi sentivo di avere quella confidenza con lui”.
franzoni e paris—
Uno degli ultimi pensieri per Dominik Paris, “perché per noi giovani è un mito che ha tracciato una strada. Lo devo ringraziare perché un anno fa eravamo in Val Gardena per allenarci, lui mi dava consigli ma non andavo. Però l’ho ascoltato e ora ho una medaglia al collo. È chiaro che i tecnici ci aiutano ma avere un compagno di squadra più esperto con cui condividere i dubbi o a cui chiedere aiuto per interpretare certe sensazioni è un’altra cosa”.
franzoni in tv—
A caldo, l’argento olimpico ha detto alla Rai: “Pensare a inizio stagione di poter vincere a Kitzbuehel e di portare una medaglia in discesa… sono cose che non avrei mai immaginato”. Poi ha continuato: “È stata strana questa gara, non ho avuto tanta tensione in questi giorni, l’ho vissuta un po’ così, poi man mano che si è avvicinata la partenza mi è salita tanta emozione, sentivo già le gambe dure prima di partire, una sensazione strana – ha raccontato – Poi ho guardato Monney e Odermatt che hanno sciato benissimo, è sceso Franjo (Von Allmen, ndr) che ha fatto una manche devastante e mi sono detto ‘cavolo, per batter questi ce ne vuole’. Sono partito subito decisissimo, la pista era fantastica anche da sciare, purtroppo alla Carcentina dove ho sbagliato in prova non l’ho fatta pulitissima, ho lasciato lì due decimi. Devo ringraziare quelli che mi sono sempre stati vicino, il mio team, la squadra. Il bronzo di Paris? È il podio esatto, è assurdo quanto ti cambi la testa una medaglia olimpica”.
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