di Renato Franco
“Colpa dei sensi” in onda da venerdì 6 febbraio, alle 21.30 su Canale 5, con Gabriel Garko e Anna Safroncik
Gabriel Garko (con Anna Safroncik) è protagonista su Canale 5 della serie Colpa dei sensi: anche questa volta nel ruolo dell’amante.
Le piace?
«Preferisco il ruolo dell’amante, è molto più affascinante e piccante rispetto a quello del marito, che trovo più noioso e scontato. Ma stiamo parlando di fiction, non di vita vera».
Adesso marito lo è davvero, si è sposato con il suo compagno Giorgio. Come mai lo ha rivelato più di un anno dopo?
«Della mia vita privata ho sempre parlato molto poco. Anche quando ho fatto il coming out, poi non sono stato tutti i giorni a ribadirlo e raccontarlo. Non mi piace l’esibizione dei sentimenti e per questo il matrimonio l’ho voluto fare in maniera totalmente segreta: mi sono voluto dare da solo prova che se uno vuole essere riservato ci riesce».
Colpa dei sensi: il titolo spiega tutto.
«Sono i sensi – più della ragione e della razionalità – a muoverci, a dare una giustificazione a tutti i guai che possiamo combinare. Nella vita vera è diverso, bisogna essere più equilibrati, ma qui siamo in una fiction e succedono tante cose per colpa dei sensi».
Il suo personaggio è impulsivo ed emotivo?
Sorride: «Animale, direi».
In cosa le assomiglia?
«Mi assomiglia perché è molto tenero, ma anche molto deciso, molto tenace, determinato».
Qual è la cosa che lei ha fatto con più determinazione?
«La mia carriera. L’ho voluta con tutto il cuore».
Dieci anni fa era sul palco di Sanremo.
«Poco prima del Festival fui coinvolto nell’esplosione della villa dove alloggiavo. Ho cercato di tenere botta ma ho vissuto un’esperienza molto brutta perché ho visto morire una persona (la proprietaria della casa, ndr) e mi sono svegliato sotto le macerie in mezzo al fuoco. Sanremo mi ha dato la possibilità di uscire da quell’incubo: lavorare subito è stato un modo per esorcizzare, per andare avanti».
Quanto le pesa il giudizio degli altri?
«La mia carriera va avanti da 35 anni, è iniziata prima dei social. Oggi purtroppo siamo vittime di una gogna mediatica che fa paura, la gente non si rende conto della cattiveria gratuita che esercita. Io immagino gli hater in situazioni imbarazzanti, è il mio modo per non dargli peso».
Tutti abbiamo a che fare nella vita con i sensi di colpa. Il suo?
«Mio papà è mancato durante il Covid e non ho fatto in tempo a vederlo come avrei voluto. Abbiamo avuto un rapporto non facile: ci sono cose che avrei voluto dirgli ma che purtroppo alla fine non ho potuto dirgli».
Si è definito timido, un aggettivo che sembra difficile da associare a lei.
«In realtà non mi sono mai piaciute le persone troppo sfrontate, non sono quello che arriva e si mette al centro della stanza: non è tanto importante farsi notare, è importante che ti notino. Sono due cose totalmente diverse».
7 febbraio 2026
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