Per Francesca Lollobrigida, Milano Cortina 2026 rappresenta la quarta Olimpiade della carriera e anche la più importante perché coronata da un oro inaspettato nel 3000 metri con tanto di record olimpico (e personale) nel giorno del suo 35° compleanno. L’esordio a Sochi 2014 senza medaglie, poi PyeongChang 2018 e Pechino 2022, dove ha conquistato un argento nei 3000 metri e un bronzo nella mass start, ora è arrivata la consacrazione in una stagione piena di difficoltà in cui era arrivata a un passo dal ritiro dopo una grave infezione virale. Si è presentata ai Giochi di casa con un profilo ormai maturo e riconoscibile: atleta da medio-lunghe distanze, costruita su resistenza lattacida, economia del gesto e capacità di tenere un passo elevato anche nella parte finale di gara. Ma rispetto al passato, il percorso verso Milano Cortina si distingue per un elemento nuovo e decisivo: una diversa gestione del corpo e dei tempi, figlia dell’esperienza e della maternità. Dopo la nascita del figlio Tommaso, nel maggio 2023, Lollobrigida ha affrontato una fase di ricostruzione profonda, fisica e mentale. Il rientro alle competizioni, già nell’autunno dello stesso anno, non è stato una rincorsa affrettata, ma un processo graduale, guidato dall’ascolto del corpo e dalla capacità di aspettare il momento giusto. Una scelta che ha prodotto risultati concreti: nel marzo 2025 è diventata la prima donna italiana di sempre a vincere un oro mondiale nel pattinaggio di velocità su ghiaccio sui 5000 metri, scrivendo una pagina storica per lo sport azzurro e confermando come la maturità possa tradursi in ulteriore competitività.