La squadra di Conte va subito sotto, poi la ribalta nel primo tempo con l’uno-due Hojlund-McTominay. Nella ripresa pari Colombo e rosso per Juan Jesus, quindi la gioia finale
Sotto la pioggia di Marassi: Conte spinge, urla, cammina al ritmo delle azioni. E vince col Genoa sul filo dei secondi. Il finale della gara è clamoroso: rigore in pieno recupero dopo due disastri difensivi di Buongiorno e Juan Jesus espulso a 20’ dal termine. McTominay si fa male ma Hojlund battezza il suo 2026 con una doppietta. Tutto e anche di più in dieci uomini per tener viva la classifica e la Juventus a distanza, anche se minima. «Abbiamo fatto tutto noi, ogni volta c’è una difficoltà in più, tegole su tegole poi alla fine l’abbiamo portata a casa con sofferenza, dando tutto». Il Napoli più resistente (e resiliente) di una serata nata storta, diventata complicata e finita in paradiso. Il Genoa può solo disperarsi per il secondo rigore in stagione (Lazio) subito nei minuti di recupero: sono punti pesanti persi in chiave salvezza. Per la squadra di Conte questo invece può esser letto come un segnale di rinascita da un tunnel in cui si era infilata nel mese di gennaio.
Quando McTominay ribalta il risultato (il vantaggio rossoblù dopo tre minuti su rigore e gol del pari di Hojlund), e si tocca il gluteo («ho male»), Conte si rivolge alla sua panchina e dice: «Adesso gioco io». Una battuta amarissima che però spiega bene il senso dell’emergenza, esprime la rabbia accumulata. La partita è iniziata da 14 secondi, Buongiorno sbaglia lettura su Vitinha e costringe Meret a uscire e stenderlo dentro l’area, Malinovskyi dal dischetto è puntuale. Sotto schiaffo il Napoli prova a ragionare e ad aggredire, l’uno-due dei «biondi» partenopei al quarto d’ora non stende il Genoa che reagisce, pressa ma si imbatte nella qualità che il Napoli in questa fase esprime. «Ce la fai a restare in campo fino all’intervallo?», questo di Conte sembra quasi un appello a McTominay. Lo scozzese resiste ma rallenta e sbaglia due palle pericolose per la ripartenza genoana. Esce e Conte incrocia le dita: perdere anche lui sarebbe un colpo forte.
Buongiorno a inizio ripresa ne fa un altro di errore, anche questo fatale per il pari di Colombo. L’allenatore lo richiama in panchina, prova a togliergli pressione. Si rivede Beukema, mentre il Genoa è ripartito e tiene il Napoli nella sua metà campo, De Rossi è un gladiatore, incita i suoi, l’espulsione di Juan Jesus per doppia ammonizione apre alla speranza della vittoria ma il rigore al minuto 95 (fallo di Cornet su Vergara, sempre prezioso l’esterno napoletano) è una doccia ghiacciata. De Rossi non la prende bene. Nessuna polemica strillata sul rigore, ma una posizione seria: «Non sappiamo cosa è il chiaro errore, se dobbiamo calpestare o meno il piede. Il calcio che abbiamo giocato noi non esiste più, siamo stati ingenui, ma non so che sport sto allenando». Conte gli fa i complimenti: «A Marassi c’è clima da Premier», poi torna alle cose di casa: «Stagione assurda, se siamo intelligenti dobbiamo fare delle riflessioni sul mercato che abbiamo fatto e sull’impossibilità di attingere dal vivaio. Ora testa al Como». Verrà l’estate, e sarà intensa
7 febbraio 2026 ( modifica il 7 febbraio 2026 | 22:37)
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