di
Federica Seneghini
Una gag sui gesti tipici degli italiani capace di parlare al mondo intero. Il riferimento era al Supplemento al dizionario italiano, pubblicato per la prima volta nel 1963
È stato uno dei momenti più significativi della cerimonia di inaugurazione di Milano Cortina. Quello in cui tutti a San Siro non hanno potuto fare a meno di sorridere. Il momento in cui Brenda Lodigiani, con il microfono spento e le mani al centro della scena, ha parlato a milioni di persone senza pronunciare una parola.
Un omaggio ironico (e colto) a Bruno Munari, capace di trasformare un piccolo classico del design e del pensiero visivo italiano in una gag capace di parlare al mondo intero.
Il riferimento era chiaro: il Supplemento al dizionario italiano, pubblicato per la prima volta nel 1963 e oggi riproposto da Corraini Edizioni. Un libro che studia e cataloga la comunicazione non verbale, i gesti quotidiani con cui ci esprimiamo “senza parlare”: movimenti delle mani, posture del corpo, espressioni del viso che raccontano molto più di mille parole.
«Siamo molto orgogliosi di aver lavorato con Munari e di lavorare ancora con i suoi eredi per continuare a far conoscere il suo lavoro in tutto il mondo – dice Pietro Corraini al Corriere della Sera – Bruno Munari riesce a parlare di cose complesse con semplicità, tratta i gesti come elemento folkloristico ma lo approccia con grande rigore. Il “Supplemento al dizionario italiano” è capace di essere identitario, leggero, divertente e profondo allo stesso tempo. Per questo sarà sempre attuale e ci sembra naturale vederlo citato in un contesto internazionale come la cerimonia delle Olimpiadi».
Munari osserva quei gesti con lo sguardo del progettista e l’ironia del narratore. Li descrive, li ordina, li illustra, mostrando come nascano spesso in contesti locali per poi diventare patrimonio condiviso, riconoscibile da Nord a Sud e, in molti casi, ben oltre i confini italiani.
Nelle sue 118 pagine, illustrate dalle fotografie di Aldo Ballo, il Supplemento spiega come un dito appoggiato alle labbra significhi silenzio, o come il gesto delle corna, «di scongiuro», serva a «scaricare a terra il maleficio».
Munari non banalizza il quotidiano: lo osserva con rispetto, lo analizza con precisione, lo restituisce con leggerezza.
Il lavoro affonda le radici in una ricerca ancora più antica: la prima grande raccolta di gesti italiani, realizzata dal canonico Andrea de Jorio e pubblicata a Napoli nel 1832. Da lì Munari riparte, aggiunge nuovi segni, introduce anche quelli stranieri ormai entrati nel nostro vocabolario corporeo — come il celebre “OK” americano — fino ad arrivare alle varie edizioni del volume, ristampato decine di volte e tradotto in tutto il mondo.
È questo dunque il miracolo che si è compiuto a San Siro: un linguaggio profondamente italiano che, proprio perché corporeo e immediato, è risultato comprensibile anche a chi non conosce una parola della nostra lingua.
7 febbraio 2026
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