Liu Wenham è morto sabato pomeriggio al Niguarda. È il trentenne di nazionalità cinese rimasto ferito domenica primo febbraio nel corso di una sparatoria con la polizia in via Giovanni Battista Cassinis, tra il Corvetto e Rogoredo, a Milano. 

Il ricovero al Niguarda in gravi condizioni

L’uomo era stato ricoverato all’ospedale Niguarda in condizioni disperate. Un agente dell’Uopi gli aveva sparato quattro colpi con un fucile Heckler & Koch UMP9. Uno lo aveva colpito alla spalla e l’altro al volto. Il poliziotto aveva aperto fuoco in risposta ai colpi di pistola del trentenne che impugnava una Walther P99, un’arma rubata poco prima a una guardia giurata colpita a sprangate sulla testa.

I tre giorni prima della sparatoria

Wenham era irregolare in Italia. Nei giorni precedenti al conflitto a fuoco, era stato fermato tre volte dalla polizia ferroviaria: il 30 gennaio era stato controllato a Rogoredo, dopo essere stato notato aggirarsi nei pressi della stazione con pietre e una catena in mano, e denunciato. Il 31 gennaio, di sera, era stato intercettato alla Galleria delle Carrozze della Stazione Centrale, dopo avere minacciato una guardia giurata. Poche ore dopo, sempre in Centrale, aveva tentato un furto ed era stato denunciato e trasportato al Fatebenefratelli perché mostrava atteggiamenti sconnessi e si picchiava la testa.

La sparatoria e la fine

Ricompare domenica pomeriggio. Alle 14.30 colpisce con una spranga una guardia giurata e la rapina della pistola, in via Enrico Caviglia. Poco dopo, la polizia riceve segnalazioni da un condominio di via Paolo Pallia. Arriva una Volante prima e poi il Land Rover dell’Unità operativa di primo intervento poi. Poco dopo sono questi ultimi a trovarlo all’altezza di una pensilina del bus. Lui non si ferma e spara contro gli agenti, che rispondono al fuoco. I quattro agenti coinvolti erano stati iscritti nel registro degli indagati per lesioni colpose, accusa che ora dovrebbe cambiare in omicidio colposo. Un atto dovuto e a tutela dei poliziotti, secondo quanto emerso dalla procura meneghina.