di
Alessandro Bocci

Casadei la sblocca di testa, poi i padroni di casa la ribaltano nella ripresa. Ma in pieno recupero arriva il pari del difensore

Fiorentina-Torino, il derby dell’amicizia tra tifoserie gemellate, è un pareggio nervoso e pieno di rimpianti. Il Toro scappa, si butta via e poi, con un finale pieno di fuoco, riaggiusta questa notte strana al 94’, grazie a Maripan. 2-2 scoppiettante, divertente, pieno di errori. Baroni non può essere contento: sino all’intervallo i granata giocano con attenzione e personalità, segnando con Casadei, ma a inizio ripresa si lasciano andare in maniera incomprensibile, consegnandosi alla reazione rabbiosa della Fiorentina e tornando padroni della partita solo negli ultimi dieci minuti. Anche la Fiorentina può maledire sé stessa. Ha una bella reazione, ma ancora una volta si butta via, regalando due gol, il secondo sull’ennesima palla inattiva e nel recupero.

La Viola ha numeri horror: sono 22 i punti gettati via da situazione di vantaggio e sono 6 i gol rimediati dal novantesimo in avanti costati 10 punti Il braccino corto di chi ha paura. Ma anche i cambi sbagliati di Vanoli indirizzano il finale. Paratici, il nuovo d.s., in tribuna non trattiene una smorfia di rabbia. La vittoria sarebbe d’oro e invece il pari consente alla Fiorentina di agguantare il Lecce, oggi però i salentini di Di Francesco potrebbero ricacciarla a meno tre dalla salvezza.



















































Il Toro all’inizio e alla fine è come aveva chiesto Baroni: grinta, coraggio, personalità. Chiude bene i varchi, fa valere la maggiore fisicità, riparte bene, soprattutto a sinistra. Una squadra che ha voglia di lottare. La Fiorentina attacca bene, ma va in difficoltà ogni volta che i granata arrivano nei pressi dell’area di rigore. Kean, liberato da un lancio perfetto di Fagioli, si divora il vantaggio. Casadei, con un perfetto inserimento, approfitta della inconsistenza della difesa viola, distratta, soprattutto con Dodo, che lascia in gioco il centrocampista. La Fiorentina ci prova, smontata da due parate di Paleari su Brescianini e Mandragora.
 
I fischi dei tifosi viola si fanno sentire già all’intervallo. E l’infortunio di Gudmundsson, distorsione alla caviglia sinistra, all’alba della ripresa sembra il segnale di una notte da dimenticare. E invece sul fondo del pozzo nero la fragile e tenera Viola ha una reazione d’orgoglio e ribalta il Toro in sei minuti con il secondo gol consecutivo di Solomon e il destro implacabile di Kean sul primo palo, sfruttando l’assist di Harrison appena entrato. La squadra di Baroni ha le sue colpe, soprattutto sul pareggio perché Gineitis, davanti all’area granata, è troppo morbido nel contrasto con Mandragora. Baroni cambia, puntando su Anjorin e Simeone, poi su Aboukhlal e Zapata che portano forza e qualità sino al pari di Maripan all’ultimo respiro. Per la Fiorentina la delusione è cocente, un’altra occasione sprecata: così salvarsi diventa sempre più difficile.

7 febbraio 2026 ( modifica il 7 febbraio 2026 | 23:25)