di
Lorenzo Cremonesi
Putin voleva costringere Zelensky a implorare il cessate il fuoco, ma Kiev sta tenendo e in alcuni casi contrattacca
L’avanzata russa segna il passo. Nei sogni di Vladimir Putin le sue unità a questo punto avrebbero già dovuto occupare tutto il Donbass e forse anche accerchiare Zaporizhzhia per costringere Volodymyr Zelensky a chiedere il cessate il fuoco in ginocchio, ma le cose vanno molto peggio di quanto previsto a Mosca. Dopo i relativi successi russi degli ultimi mesi del 2025, gli ucraini adesso stanno tenendo bene e in alcuni casi anche contrattaccando.
Stime
I dati forniti da Deep State, il sito di analisti militari ucraini che in genere non risparmia nulla ai comandi di Kiev ed è rispettato nelle accademie di tutto il mondo (Zelensky racconta di 55.000 soldati ucraini morti, gli esperti di Deep State ne stimano 170.000, secondo loro la metà di quelli russi), parlano chiaro: a novembre l’esercito russo aveva occupato 505 chilometri quadrati, a dicembre sono scesi a 445, ma a gennaio si fermano a 245. E la cosa grave per lo stato maggiore di Mosca è che le perdite di uomini e materiali non sono affatto diminuite. Il che significa che nelle ultime settimane i comandi russi hanno utilizzato le stesse risorse di quelle precedenti, ottenendo però il 50 per cento dei risultati.
I motivi? Si possono spiegare con l’ondata di freddo eccezionale che penalizza anche le truppe all’assalto, costrette ad abbandonare il tepore dei bunker lungo le trincee per esporsi al gelo in campo aperto. Gli ucraini, arroccati in difesa, godono di vantaggi innegabili. Le loro unità inoltre sono spronate dal nuovo ministro della Difesa, il 35enne Mykhailo Fedorov, a utilizzare su larga scala i nuovi droni di cielo ma anche di terra, che si stanno rivelando molto efficaci per fare fronte alla carenza di fanteria.
La mossa di Musk
C’è anche da aggiungere che la scelta di Elon Musk, su pressione di Kiev, di negare ai russi l’utilizzo del suo sistema di connessione satellitare Starlink ha di colpo «accecato» le unità sulle prime linee e i loro droni d’assalto. Secondo l’Institute for the Study of War di Washington, l’assenza di Starlink ha costretto i comandi russi a «ridurre il numero degli assalti» e in certi settori del fronte addirittura a bloccare qualsiasi tentativo significativo di avanzata. Nelle zone a Sud di Zaporizhzhia, dove la pressione russa era cresciuta sin dal luglio scorso, ora gli ufficiali ucraini non sono più costretti a utilizzare buona parte delle unità migliori per identificare e colpire le postazioni nemiche con gli operatori addetti alle comunicazioni satellitari. La situazione è talmente cambiata a vantaggio degli ucraini che i blogger russi da oltre una settimana stanno diffondendo messaggi preoccupati. Tali sviluppi spiegherebbero tra l’altro le piccole avanzate degli ucraini a Kupiansk e in alcune aree attorno a Pokrovsk, che già a novembre Putin considerava battaglie vinte.
L’offensiva di primavera
C’è però da aggiungere che parecchi comandanti russi stanno cercando di risparmiare le forze in vista della già annunciata offensiva di tarda primavera, quando sperano di poter dare la spallata decisiva contro il fronte ucraino tuttora carente di uomini e gravemente penalizzato dalla scelta di Donald Trump di bloccare gli aiuti Usa, se non quelli pagati dagli alleati europei.
Disorganizzazione
Ancora gli analisti di Washington valutano però che l’Armata stia mostrando gravi carenze organizzative. Già a fine settembre sembrava che le unità migliori si fossero strutturate in piccoli commando autosufficienti col compito di penetrare le linee nemiche per creare scompiglio nelle retrovie. Una situazione aggravata dai nuovi droni russi capaci di colpire oltre 25 chilometri dietro le prime linee.
Si erano così avvicinati alla roccaforte di Kramatorsk e hanno accerchiato Hulyaipole, da cui i russi parevano in grado di marciare addirittura su Dnipro. Ma adesso parecchi di questi timori appaiono rientrati. I comandi ucraini stimano che Hulyaipole potrebbe cadere in futuro ma che i russi non potranno andare molto oltre. Si stima inoltre che Putin non sia in grado di rimpiazzare la perdita di circa 1.000 soldati al giorno degli ultimi tempi. Nota Biletskyi, uno tra i più noti ufficiali del Terzo Corpo d’Armata ucraino: «Non può più sperare di prendere il Donbass nel 2026. Se lo blocchiamo sino a fine primavera, poi dovrà negoziare seriamente».
7 febbraio 2026
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