di
Gianni Santucci

Il mitico «Carrelli», simbolo di Milano, nel video il tram gira di notte, diretto a San Siro, ma tocca fermate immaginarie, come quella al Teatro alla Scala. Anche la linea «26» non esiste

Il tram sfila lungo via Ricasoli, sotto le finestre della sede dell’Atm, e svolta sulla destra in piazza Castello; proprio di fronte alla fontana, all’altezza di via Beltrami, si blocca per la prima fermata. Quella fermata nella realtà non esiste, e nelle strade di Milano non c’è neppure una linea di tram 26: ma il viaggio di due minuti in cui Valentino Rossi fa il manetta/cocchiere e il presidente Sergio Mattarella è il più anziano dei passeggeri non è (solo) un filmato, è una fiaba. Un artificio del montaggio che ha permesso al presidente di arrivare a San Siro senza muoversi neppure d’un metro dal deposito dell’Atm «Ticinese», in via Pietro Custodi.

Le sequenze del nonno Sergio che raccoglie il peluche d’una mascotte dei Giochi caduta a un bambino, e che poi stringe la mano al tranviere Valentino, sono state girate il 2 febbraio scorso, nella più assoluta riservatezza. È stata la prima trasferta pre olimpica di Mattarella a Milano: in mattinata ha visitato a Niguarda i ragazzi ricoverati per curare le ustioni di Crans-Montana, nel tardo pomeriggio ha partecipato alle riunioni del Cio tra Palazzo Marino e la Scala. In un ritaglio di tempo il corteo presidenziale s’è infilato in deposito. Pochi minuti di girato, cordialità diffusa, strette di mano con Valentino, grande affetto. Anche la notte è un effetto cinematografico, perché in realtà le scene sono state girate di giorno.



















































Gli storici tram di Atm chiamati «Carrelli» sono anche noti come «Milano 1928», «Milano Ventotto» o semplicemente «Ventotto». Il nome «Carrelli» risale alla fine degli anni Venti, quando i due carrelli sotto la cassa in acciaio erano una novità importata dagli Stati Uniti. A partire dal Dopoguerra quei tram sono entrati in foto, film, pubblicità, fino a diventare un simbolo globale di Milano: hanno circolato nelle strade di Bruxelles e oggi girano ancora a San Francisco e Melbourne. L’azienda investe molto per mantenere una flotta di 125 «Carrelli»: lo fa perché quei tram sono segno di identità. Per l’Atm e per Milano. Dunque, per l’Olimpiade.

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Le scene in movimento sono state girate la sera prima che arrivasse Mattarella. Il presidente interpretato da una controfigura, seduta di spalle sulle panche in legno. Un percorso che non è segnato su nessuna mappa dei trasporti, ma che ha intrecciato il filo d’una cometa per toccare tutti i luoghi più rappresentativi di Milano, un tram immaginato come un Hogwarts Express: un passaggio alle Colonne di San Lorenzo verso il centro, per poi ricomparire in via Tommaso Grossi, sulla curva verso via Santa Margherita, nel punto dove l’inquadratura aggancia per qualche fotogramma la Galleria al di là del finestrino appannato. Pochi metri dopo, l’arrivo davanti alla Scala, altra fermata di fantasia, dove aspettano quattro musicisti che hanno fatto le comparse, con i loro strumenti luccicanti. Nella seconda fermata salgono invece gli atleti, segue un passaggio a lambire la Darsena lungo viale Gorizia: il tram tocca questi punti come una tessitura che deve abbracciare e accogliere a bordo l’intera città, per accompagnarla a San Siro. Quando scende in piazza Axum, il finto presidente di spalle s’avvia verso lo stadio, già allestito per la serata olimpica.


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8 febbraio 2026 ( modifica il 8 febbraio 2026 | 09:07)