di
Alessandro Fulloni

Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco. Secondo i primi accertamenti il fuoco è partito dalle candele accese nel memoriale. Esclusa la matrice dolosa

DAL NOSTRO INVIATO 
CRANS MONTANA – L’incendio è divampato all’alba. Non è chiaro se sia doloso. È stato spento dopo poco. Fatto sta che è andato a fuoco il “sacrario” (un grosso tendone) che conteneva fiori, dediche, disegni e lettere lasciate alle vittime del rogo di Crans a Capodanno. Tutto incenerito. La polizia cantonale ha aperto un’inchiesta. Secondo i primi accertamenti il fuoco è stato generato dalle candele su un tavolo al centro del memoriale. È escluso, quindi, il gesto doloso. 

Verso le 11 una squadra di operai ha rimosso il grosso tendone. Al suo posto, poco più in là, hanno sistemato una struttura più piccola. A spanne, dentro ci sarà un decimo di ciò che era stato lasciato in precedenza, lumini, maglie sportive, dediche, mazzi, poesie. Il resto deve essere tutto sparito tra le fiamme. I poliziotti nelle vicinanze non parlano. Non passa nessuno, tra le autorità comunali. Dalla vicina chiesa, saranno le 11, escono dei fedeli. La messa è appena terminata. Guardano i resti inceneriti del tendone. Volti sbigottiti. Uno di loro dice: «È incredibile».



















































L’inchiesta intanto procede. Su un possibile coinvolgimento nell’inchiesta del Cantone del Vallese è intervenuto anche Laurent Moreillon, avvocato e docente di diritto all’Università di Losanna. Intervistato dalla televisione svizzera Rts, ha spiegato che «se si entra nella problematica di analisi delle responsabilità del Comune probabilmente si deve andare più in alto: è possibile che ci sia il funzionario che ha omesso, ma bisogna chiedersi chi doveva controllarlo e allora si arriva al vertice del Comune e probabilmente anche più in alto, al Cantone, che ha un servizio che si occupa di incendi». 

Molto dipende anche da cosa emergerà negli interrogatori della prossima settimana. Lunedì sarà sentito dai magistrati Ken Jacquemoud, che è stato capo della sicurezza dei locali pubblici di Crans-Montana fino al 2024. Poi toccherà di nuovo a Jacques e a Jessica Moretti, proprietari del Constellation, attesi dalla procura per mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio.

8 febbraio 2026 ( modifica il 8 febbraio 2026 | 14:16)