di
Massimo Massenzio
Faceva la barista, le urla del padre davanti alla caserma. Le parole della migliore amica: «Alex? Da quello che so si parlavano appena e lui adesso conviveva con un’altra ragazza»
«Non doveva finire così, era una ragazza meravigliosa». Mariangela, la madre di Zoe Trinchero, lo ripete con un filo di voce mentre varca il cancello della caserma dei carabinieri di Nizza Monferrato. Non sa ancora nulla di quello che è successo. Sa solo che il corpo di sua figlia, punto di riferimento anche per le sorelle più piccole, è stato trovato senza vita sul greto di un canale. Una morte assurda, un femminicidio i cui contorni devono essere ancora definiti.
La migliore amica
«Zoe era una forza della natura», racconta tra le lacrime Nicole, 19 anni, la sua migliore amica, che con Alex Manna aveva avuto una relazione. E aggiunge: «Io e Zoe ci conosciamo dalle elementari, non ho mai saputo che avesse rapporti con Alex. Da quello che so si parlavano appena e lui adesso conviveva con un’altra ragazza». Nessuno degli amici più intimi della 17enne sembra essere a conoscenza della presunta relazione che, secondo Manna, Zoe e il suo assassino avrebbero avuto due o tre anni fa: «Non li abbiamo mai visti parlare in maniera confidenziale, si salutavano e frequentavano la stessa compagnia, tutto qui».
Una chiamata a vuoto
E infatti intorno alle 23.30 di venerdì Zoe ha provato a chiamare Nicole: «Non capita mai, ma quella sera sono andata a dormire prestissimo e non riesco a perdonarmelo. Io e lei abbiamo la posizione condivisa, così sappiamo sempre dove siamo. E quasi ogni sera io e Leonardo andavamo a prenderla all’uscita del bar per accompagnarla a casa». Non venerdì però: «Ero tranquilla, sapevo che era con gli altri per una serata in compagnia. E invece si è trasformata in una tragedia, questo pensiero mi tormenterà per sempre». Nicole rimane con lo sguardo fisso davanti all’ingresso della caserma dei carabinieri: «Lo voglio vedere in faccia, quando esce. Vorrei guardarlo dritto negli occhi perché davvero non riesco a darmi una spiegazione. Zoe era una ragazza piena di sogni e lui li ha spezzati brutalmente, senza un motivo». Zoe voleva diventare una psicologa: «Ma sapeva che non sarebbe mai riuscita a realizzarlo — continua la sua amica del cuore —. Avrebbe voluto aiutare le ragazze come lei, che invece non hanno avuto un supporto adeguato.
Una casa al mare
Però la realtà fa a pugni con i sogni e si è ritrovata a fare la scuola da parrucchiera e a lavorare in un bar. Era felice comunque, perché adorava stare a contatto con il pubblico e per i suoi clienti era una psicologa “vera”».
Il suo luogo del cuore era Spotorno: «Qui a Nizza si sentiva giudicata. Troppi occhi e troppe chiacchiere. Ma appena possibile scappavamo insieme al mare, nella casa della nonna. A Spotorno tutti i cattivi pensieri sparivano e si potevano fare follie senza essere osservati e giudicati. Ricordo le corse all’alba sulla spiaggia deserta. Un’emozione che ci riempiva il cuore».
Davanti alla caserma si raduna una piccola folla di amici e conoscenti: «Vogliamo sapere che cosa è successo a Zoe». Il padre della 17enne urla davanti ai cancelli, gli amici chiedono a gran voce che Alex esca «da solo e senza scorta». Nessuno riesce a darsi una spiegazione plausibile: «È tutto assurdo, una morte che ci lacera il cuore». Nella sala biliardo nel centro del paese, uno dei pochi locali aperti fino a tardi, nessuno si avvicina al panno verde: «Due giorni fa eravamo qui tutti insieme, questo era un punto di ritrovo abituale — raccontano i giovani avventori —. Ma oggi nessuno se la sente di giocare». Il sindaco Simone Nosenzo ha annunciato che «se la famiglia lo vorrà, proclameremo il lutto cittadino, il giorno dei funerali».
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8 febbraio 2026 ( modifica il 8 febbraio 2026 | 12:37)
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