Si scava nei ricordi della famiglia Morandi restando comodamente seduti in platea. Sul palco ci sono Marianna e Marco, due figli d’arte cresciuti nell’arte, tra canzoni che fanno parte della storia della musica italiana, film, giornali e televisione. “Benvenuti a casa Morandi”, in scena domenica alle 17 al Teatro Europa di Aprilia, è il racconto di una famiglia speciale che, tengono a precisare i protagonisti, «ha le stesse dinamiche di tutte le famiglie italiane». Gianni Morandi era un papà pignolo; mamma Laura Efrikian leggeva ai figli l’Amleto per farli addormentare.
«Il nostro spettacolo parte da qui: svuotando la casa della nostra tata Marta abbiamo ritrovato giocattoli, i miei diari segreti, il vestito da sposa di mia madre, la divisa di mio padre», racconta Marianna, la primogenita, che torna a calcare le scene dopo vent’anni di assenza.
«Tata Marta era una persona molto stravagante – prosegue – con quel suo accento argentino accoglieva tutti a “cassa Morandi”. Sempre affabile ma anche molto curiosa, sapeva farsi notare e ci teneva che tutto fosse perfetto. Arrivata in Italia da turista, doveva fermarsi qualche giorno per darci una mano e invece è rimasta con noi cinquant’anni».
Una storia vera che il regista Pino Quartullo ha trasformato in commedia, anche grazie all’introduzione di un terzo personaggio: un traslocatore, ex ballerino, che si invaghisce di Marianna e diventa presto incontenibile. «È davvero un ex ballerino di Raffaella Carrà – precisa Marianna Morandi – si muove sul palco e crea grande ilarità. Questa commedia è un tuffo nella vita dei Morandi, ma anche nella vita in generale».
Nostalgia, sorprese e risate si alternano in questo racconto carico anche di responsabilità. D’altronde Morandi è un cognome “pesante” da portare. «Papà Gianni – aggiunge Marianna – ha avuto la determinazione di restare e di tornare, il coraggio di rimettersi in discussione. È apprezzato per la sua onestà, per il rispetto verso il pubblico, per il suo essere una persona perbene. È un uomo solare, che trasmette positività. Si merita tutto quello che ha».
Per Marco, il successo del padre nasce «in un momento particolare, gli anni Sessanta, quando l’Italia viveva grandi cambiamenti. Da tre generazioni è considerato uno di famiglia: uno zio, un fratello, un cugino di tutti. Ha saputo stare al passo con i tempi. I miti di oggi sono più flebili».
“Benvenuti a casa Morandi” affronta un viaggio nel passato e nel presente. «Ci sono anche incursioni telefoniche di papà, mamma, Pietro (il figlio di Gianni Morandi e Anna Dan, tra i protagonisti del prossimo Sanremo, ndr) e dei nostri figli: li abbiamo coinvolti tutti», spiega Marianna.
«I nostri genitori si sono divertiti moltissimo a teatro – fa eco Marco – ma si sono anche commossi. Vedere due fratelli che lavorano insieme e portano questo rapporto sul palco non è scontato». Una commedia, insomma, in cui è facile riconoscersi. «La domanda non è perché uno spettatore dovrebbe venire a teatro – conclude Marianna – ma perché non venire. Il teatro è magia, saranno due ore di leggerezza». «È una sorta di reality teatrale, un unicum da non perdere. Sempre meglio che restare a casa davanti alla tv», chiosa Marco. Biglietti da 25 euro disponibili al botteghino e su ciaotickets. Info: 335 8059019.
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