Solarolo (Ravenna), 8 febbraio 2026 – “Inno d’Italia alle olimpiadi. L’opinione dell’umile Morgan”. Con questo post il cantautore ha pubblicato sul proprio profilo Instagram un video di 3 minuti e 43 in cui snocciola una critica musicale dettagliata sull’“inno italiano di Mameli Novaro cantato dalla Pausini che ho visto poco fa”.

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“Ha cantato molto bene, complimenti”

A poche ore dall’esecuzione dell’inno di Mameli da parte della cantante di Solarolo, che ha diviso il pubblico scatenando anche critiche feroci, Morgan non usa mezzi termini, definendo l’“interpretazione completamente sbagliata”, poi precisa “non perché Laura Pausini abbia cantato male, tutt’altro, l’ha cantato molto bene, molto intonata, con il suo stile ha ben rappresentato la musicalità italiana odierna” e per questo il cantautore fa i complimenti alla collega, “anche perché è molto difficile davanti a un grande evento di questo tipo essere così impeccabili, ha dimostrato un grande livello, ma su questo non c’è alcun dubbio”.

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“Brano trasformato”, “musica adatta a un contesto Disney”

Il problema, però, come precisa Morgan, è “aver trasformato quel brano in qualcosa di assolutamente non italiano, averlo modificato a tal punto da renderlo irriconoscibile e deformato sembrava più musica adatta a un contesto Disney”.

Laura Pausini canta l'inno alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026

Laura Pausini canta l’inno alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026

Una grande storia di musica italiana

E ancora il cantautore ha sottolineato come “noi italiani abbiamo una grande storia di musica che raggiunge il picco del suo successo con Giuseppe Verdi, Puccini, un po’ prima con Donizetti. E’ quello il momento che rappresenta l’italianità nel mondo, quello che si chiama la musica occidentale tonale, l’armonia tonale. In quello l’Italia ha un importantissimo ruolo, tant’è vero che il grande musicista Roberto Schumann, nelle cento regole di vita musicale dice che qualsiasi musicista deve per forza conoscere i compositori italiani, perché è uno dei fondamentali della storia della musica italiana che parte da molto lontano, dall’invenzione della notazione musicale. Ed è per questo che in tutto il mondo ha ancora la terminologia italiana”.

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“Bisognerebbe appropriarsi dell’italianità”

Morgan precisa, dunque, che “quando noi dobbiamo fare un inno con tutto il mondo che ci guarda, bisognerebbe appropriarsi dell’italianità e non fare quelli senza carattere, senza personalità, perché noi italiani siamo oggi in una condizione di sofferenza dal punto di vista musicale proprio perché non ci viene riconosciuto quel ruolo, altro che sovranità”.

Rimodernare sì, ma nella logica dell’essenza della musicalità italiana

Il cantautore non esclude che si possa “rimodernare” l’inno, ma spiega che bisognerebbe “farlo nella logica dell’essenza della musicalità italiana”. E ancora: “C’è un modo di orchestrare all’italiana, che non è quello alla Walt Disney, che non è alla John Williams dei film di fantascienza. Al limite è quello di Morricone”.

Infine, riassume: “Oggi secondo me è stato svuotato di italianità un simbolo dell’Ottocento italiano che ha un arrangiamento e un’armonia precisa. Reinventarlo l’ha portato in una direzione del tutto non italiana. Quindi oggi non abbiamo affermato cosa significa essere italiani da un punto di vista musicale. Abbiamo scimmiottato una cosa che non ci appartiene”.