Calenzano (Firenze), 8 febbraio 2026 – Polemica sulla consigliera comunale di Fratelli d’Italia a Calenzano, Monica Castro, che durante un suo intervento, commentando il patto di amicizia tra il paese della Piana e Jenin, in Palestina, ha definito i palestinesi storpi” e “senza casa”. Un intervento surreale, in cui la consigliera si chiede – quasi in vernacolo – “perché noi si debba andare dagli storpi, ridotti male, senza casa senza nulla” salvo poi precisare che il suo era “un discorso scherzoso” che voleva “ironizzare” perché “alle 8 di sera mi tocca ironizzare e so a malapena dov’è”, dopo aver spiegato che lei preferisce andare in posti meno deprimenti e più ricchi perché è “questione di sensibilità personale”.

“Le parole pronunciate dalla consigliera di Fratelli d’Italia, Monica Castro, durante il consiglio comunale di Calenzano lo scorso 29 gennaio sono gravi, offensive e semplicemente inaccettabili. Dire, riferendosi al patto di amicizia tra Calenzano e Jenin, che ‘si poteva fare un gemellaggio con l’Austria, che è ricca’ e chiedere ‘perché dobbiamo andare da quelli storpi, ridotti male, senza casa’ significa superare ogni limite del confronto politico e umano”.

Così sui social il Pd toscano che chiede a Castro di scusarsi e a FdI “di prendere le distanze da dichiarazioni che alimentano disprezzo e disumanizzazione”.

“Palestinesi storpi, poveri e senza casa”: scoppia la bufera sulla consigliera di FdI. Ecco il video

Per i Dem toscani le parole pronunciate dalla consigliera “non colpiscono solo una comunità, ma offendono persone che vivono una condizione di sofferenza estrema, privandole persino della dignità del linguaggio. Deridere chi non ha casa, chi vive sotto occupazione e violenza, chi subisce ogni giorno le conseguenze di un conflitto drammatico, è un atto di cinismo che nulla ha a che vedere con i valori delle istituzioni”.

Monica Castro, consigliera FdI a Calenzano

Monica Castro, consigliera FdI a Calenzano

La Toscana, conclude il Pd “è terra di diritti, di accoglienza e di rispetto. Non permetteremo che venga trascinata in un linguaggio che nega i valori costituzionali, la solidarietà e il senso stesso di comunità”.