di
Vanna Toninelli
Prima donna in Italia a laurearsi in Ingegneria aeronautica nel 1962, ha guidato l’impresa della sonda Rosetta. L’appello di Benigni dell’Istituto Mario Negri: «Più donne laureate e più laureati in materie tecnico scientifiche»
Le hanno intitolato un rover destinato a camminare su Marte, ha una medaglia d’oro conferitale dal Presidente della Repubblica ed è un pezzo di storia delle missioni spaziali. Chi meglio di Amalia Ercoli Finzi poteva testimoniare il fascino delle scienze e la forza del talento femminile? Ospite dell’Istituto Mario Negri al Kilometro rosso, davanti a una platea di 200 studenti, ha incantato tutti con il piglio deciso, l’ironia e curiosità su astronauti che ha conosciuto personalmente. Per la terza edizione della Settimana nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (Stem) — istituita per cercare di raggiungere l’obiettivo 2030 sul numero di laureati in Italia —, Ercoli Finzi è stata l’ospite d’onore di «Stempower: scopri, immagina, crea il futuro».
Professoressa emerita del Politecnico di Milano e prima donna in Italia a laurearsi in Ingegneria aeronautica nel 1962, ha partecipato a imprese come il lancio della sonda Rosetta. Il segreto? «Sono curiosa, ma la curiosità va nutrita con le risposte e la ricerca. Le buone scuole sono importanti, la scuola seria, difficile, che non regala la promozione». Ercoli Finzi ha invitato le ragazze e i ragazzi a «ricordarsi che ciascuno ha in sé una nicchia di eccellenza e può diventare una persona straordinaria, in grado di cambiare il destino dell’umanità. È solo nelle cose difficili che noi mostriamo le nostre vere capacità». Occorre saper osare («Quando ho scelto ingegneria a mio padre è venuto un colpo») e non farsi abbattere dai pregiudizi, neanche quando ti trattano come la segretaria che porta i caffè. Non serve rinunciare alle cose importanti, si può conciliare la carriera con una famiglia, anche con cinque figli.
Agli scienziati del futuro il lavoro non mancherà: «Dopo 50 anni, stiamo tornando sulla Luna». Il prossimo lancio è molto vicino, avverrà entro il 27 febbraio. «Non torniamo sulla Luna per un atto dimostrativo, ma per realizzare un laboratorio facilmente raggiungibile, dove fare le cose che servono all’umanità ma che sulla Terra non si possono fare, e per prepararci ad andare su Marte. La vostra generazione fra 10 o 15 anni vedrà la gente su Marte, costruirci una casa, un orto. Ci sono 30 donne italiane che ci stanno lavorando».
C’è anche un po’ d’orgoglio nazionale nel suo racconto: «L’Italia è apprezzata in ambito spaziale. Siamo stati il terzo paese al mondo a fare cose nello spazio, lanciando il satellite geostazionario San Marco. Quando si è spostato sopra la Cina, trasmettevamo il Corriere della Sera ai cinesi».
Ariela Benigni, segretaria scientifica e coordinatrice delle ricerche nelle sedi di Bergamo e Ranica, ha sintetizzato l’attenzione del Mario Negri per i giovani, attraverso l’alternanza scuola lavoro e non solo. I ricercatori hanno incontrato tremila studenti, ma hanno anche offerto ai docenti corsi intensivi per portare i progressi della tecnologia nelle classi e partecipato a festival scientifici nazionali e non. «All’Italia servono più laureati — ha sottolineato Benigni — in tutte le discipline, ma la situazione è ancora più critica nelle discipline Stem, l’Italia si ferma al 22,4% rispetto al 25,4% europeo, e raggiungere il 32% entro il 2030 rappresenta una sfida impegnativa». Tra i 25 e i 34 anni solo il 16,8% delle donne italiane è laureato in ambito scientifico, contro il 32% europeo, e l’obiettivo da raggiungere entro il 2030 è del 40%.
Al Mario Negri il 70% dei ricercatori è donna, a cui si cerca di andare incontro nella conciliazione vita-lavoro con il Gender equality plan: orari flessibili, nessun gap salariale e progetti per asili nido di proprietà o convenzionati. «Ma sono soprattutto le donne che, per prime, devono credere in se stesse». Perché «le donne possono fare tutto quello che fanno gli uomini, a volte anche meglio», parola di Amalia Ercoli Finzi.
Ha chiuso la mattinata un intervento di 3B meteo per svelare i segreti della moderna meteorologia. L’evento è stato reso possibile anche grazie a STEAMiamoci, Federmeccanica, Futura by Music in Box.
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8 febbraio 2026
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