La racchetta come estensione dell’atleta. Nel tennis di élite non esistono dettagli insignificanti, e nessuno lo sa meglio di Jannik Sinner. In un’epoca in cui l’innovazione tecnologica corre più veloce dei record stessi, la scelta di restare ancorati a un attrezzo consolidato può stupire. E invece, dietro quella che alcuni chiamano resistenza al nuovo, c’è una filosofia di gioco precisa.
Sinner continua a usare una versione customizzata della Head Speed MP Graphene Touch, un modello che risale ormai a vari anni fa ma che nel suo caso è stato ottimizzato nei minimi dettagli a misura di mano, braccio e gesto. Nel suo setup, la racchetta — incordata e pronta — pesa circa 325 grammi corde incluse, con uno swingweight superiore alla media e un bilanciamento leggermente verso la testa. Questa combinazione aumenta la stabilità del telaio senza tradire la capacità di accelerare improvvisamente la palla, elemento centrale nel tennis ritmico ed esplosivo di Sinner.