di
Floriana Rullo
Il 30enne di origine africana, adottato da una famiglia locale, era stato accusato dal 19enne che ha poi confessato l’omicidio di Zoe Trinchero. È un musicista jazz . Ultimamente aveva avuto problemi ed era stato segnalato alle forze dell’ordine
Si chiama Naudy Carbone, sui social si definisce «Musicista, Educatore Musicale e Compositore». Ma per qualche ora è stato solamente additato come l’omicida di Zoe Trinchero, la 17enne picchiata, strangolata e poi gettata nel Rio a Nizza Monferrato, in provincia di Asti.
Il tentato linciaggio
A dare la colpa al giovane era stato proprio l’assassino di Zoe, Alex Manna. Agli amici, e poi durante il primo interrogatorio, avrebbe detto: «È stato il nero, quello pazzo». Così nella notte tra venerdì e sabato, mentre i carabinieri cercavano la verità, a Nizza Monferrato è scattata una vera e propria caccia all’uomo. Una trentina di persone si sono radunate sotto casa di Naudy. L’appuntamento se lo erano dato sui social, l’obiettivo era quello di linciare lui.
Chi è Naudy Carbone
Naudy è un giovane musicista, ragazzo di colore, adottato, a una storia di fragilità alle spalle. Polistrumentista, in città è molto conosciuto. Una carriera come insegnante insegna all’Accademia Musicale di Savona come batterista, le apparizioni in TV e ai festival, come turnista in combo Jazz ed Orchestra Classica per abbracciare più tardi il pianoforte, fondando ensamble a suo nome come leader. Inoltre vanta un ruolo decennale come timpanista per l’orchestra filarmonica di Helsinki. Naudy, però, negli ultimi tempi ha avuto qualche problema di fragilità che lo ha portato anche ad essere segnalato alle forze dell’ordine. Così mentre lui nelle sue fotografie su Facebook chiedeva «basta razzismo» il paese in cui viveva lo ha trasformato in un mostro. Un «pazzo pericoloso» da cui dover stare attenti.
La campagna diffamatoria sui social
«Gira armato, ci vuole il coprifuoco per le ragazze» si legge nei post sui social dove compare il suo volto. E ancora: «I ragazzi parcheggino dove ci sono telecamere per poter fare denuncia. Ha un coltello». Una paura che l’altra notte è quasi sfociata in violenza. È stato lui stesso a chiamare carabinieri. Non per costituirsi, ma per salvarsi. Quando i militari lo hanno portato via, la piazza ha tirato un sospiro di sollievo: «L’hanno preso. L’incubo è finito». Invece lo stavano solo proteggendo da chi in realtà ancora non conosceva la verità e stava solo prendendosela con la persona sbagliata.
Il fratello: «Tanti hanno fato girare notizie false»
«Ringrazio le forze dell’ordine di Nizza Monferrato che sono intervenute tempestivamente a salvare la vita di mio fratello – dice ora il fratello Ruben-. Non punto il dito solo sull’amico assassino ma su tutti coloro, e sono davvero tanti, che hanno fatto girare la notizia falsa fin dalle prime ore del mattino. Qualcuno dovrà chiedergli scusa». Per il tentato linciaggio notturno di Naudy gli inquirenti stanno ora valutando l’opportunità di procedere. Potrebbe arrivare una denuncia per le circa trenta persone che nella notte si erano radunate sotto l’abitazione di Naudy .
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8 febbraio 2026 ( modifica il 8 febbraio 2026 | 18:06)
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