di
Rinaldo Frignani

Dopo l’aggressione a San Lorenzo il 22enne è ancora ricoverato in Psichiatria al Policlinico Umberto I ma potrebbe essere trasferito in una struttura di detenzione specializzata nelle cure di cui ha bisogno. Le denunce a gennaio

Mohammed Miraoui è accusato di altre due aggressioni: due ragazze di 19 anni, prese a schiaffi dal 22enne tunisino il 17 e il 31 gennaio scorso. Le loro denunce sono state inserite dai carabinieri nella relazione inviata ieri in Procura che potrebbe portare a breve all’emissione nei confronti del picchiatore di San Lorenzo di una misura cautelare. Potrebbe trattarsi di un provvedimento con il quale si ordina il suo trasferimento in una Rems, una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, collegata al ministero della Giustizia, in modo da non farlo ritornare nel rione e al tempo stesso proseguire il percorso di cura iniziato ora nel reparto di Psichiatria del Policlinico Umberto I.

Non si sa nemmeno se sia il suo vero nome

Miraoui – sempre che questa sia la vera identità visto che a oggi non è confermata ufficialmente, come la nazionalità tunisina – è sempre ricoverato in Tso (trattamento sanitario obbligatorio, ndr). Così dovrebbe rimanere, guardato a vista dai carabinieri ma non piantonato in quanto solo denunciato per lesioni e percosse, per alcuni giorni prima del provvedimento dei magistrati. Ma la sua posizione giudiziaria potrebbe aggravarsi. Oltre al pugno al volto alla donna di 44 anni in bici con il figlio di 10 in via dei Dalmati nel pomeriggio di lunedì scorso, e all’aggressione a una 12enne il giorno successivo, sempre a San Lorenzo, si sono poi aggiunte altre due violenze su operatrici Ama. E ora le altre due 20enni. 



















































Già sei aggressioni a donne: è rimasto sempre libero

Sei casi, preceduti e seguiti da identificazioni e denunce, come quella dell’aprile 2023 sempre nello stesso rione, senza mai essere condotto in carcere e nemmeno al Cpr di Ponte Galeria in quanto proprio per le sue condizioni psichiche dichiarato incompatibile con la detenzione. È successo, ad esempio, l’ultima volta a ottobre 2025. Ma la pericolosità del giovane è adesso emersa in tutta la sua gravità dopo il ferimento della donna, operata al volto venerdì pomeriggio: per questo motivo si sta cercando di correre ai ripari. Non solo per rispettare la legge e allo stesso tempo assisterlo in modo adeguato, ma anche per dare una risposta concreta alle richieste dei residenti. Ed evitare che a qualcuno – come già annunciato dai social – possa venire in mente di organizzare ronde di quartiere per farsi giustizia da solo.


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8 febbraio 2026 ( modifica il 8 febbraio 2026 | 12:53)