di
Giovanni Caprara
Antonino Zichichi aveva 96 anni: esperto di fisica subnucleare, aveva passato la vita a divulgare le meraviglie della scienza
Non potremo più leggere i suoi pensieri su Instagram che da oltre un anno aveva scoperto come ultima via per raccontare la scienza e diffondere le sue visioni. Antonino Zichichi è scomparso a 96 anni e rimarrà lo scienziato delle grandi polemiche, dei grandi risultati e di qualche amara sconfitta.
Prima di tutto, però, amava divulgare le conquiste della ricerca senza limiti di metodo: «L’importante – diceva – era parlarne perché riguarda la nostra vita».
La sua storia di scienziato partiva dall’Università di Bologna dove insegnava per quarant’anni iniziando una scalata nella fisica che lo porterà dopo alcune esperienze al Fermilab negli Stati Uniti anche al Cern di Ginevra dove conquistava alcuni risultati significativi come la scoperta dell’antideutone, una particella di antimateria, e ideando alcuni strumenti di misura particolarmente efficaci.
Zichichi era l’uomo che sognava grandi imprese. Tutti gli riconoscono il merito, mentre era presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, di aver creato sotto il Gran Sasso il più grande laboratorio sotterraneo del mondo protetto dalle radiazioni cosmiche che potevano ostacolare gli esperimenti; un centro diventato un punto di riferimento internazionale per le ricerche d’avanguardia effettuate e per il richiamo di scienziati di altri paesi.
Ma per Zichichi era altrettanto importante discutere di scienza con i legami che essa intreccia con la nostra vita e il nostro futuro. Per questo nel 1963 creava in un ex convento di Erice, vicino a Trapani dove era nato, il Centro di cultura scientifica Ettore Majorana che ospiterà negli anni grandi fisici per dibattere sia i temi della ricerca che le grandi sfide dell’umanità.
A tal scopo fondava pure tra le antiche mura assieme al Premio Nobel Isidor Isaac Rabi e altri studiosi la Federazione mondiale degli scienziati dove verranno esaminate le emergenze del pianeta sia naturali che procurate dall’uomo. Inoltre, il Centro diventerà la sede di scuole postuniversitarie dedicate a tutti i campi della ricerca nelle quali trovare occasione di aggiornamento.
Per la Sicilia aveva anche un’altra impresa in chiave europea, un sogno che non riuscì però a realizzare: la costruzione di un gigantesco acceleratore di particelle battezzato Eloisatron. Doveva avere una circonferenza di 300 chilometri correndo nel sottosuolo dell’isola e con il quale grazie alla sua straordinaria energia poteva affrontare gli enigmi irrisolti della fisica, andando oltre l’acceleratore LHC attivo al CERN di Ginevra.
Ci furono momenti in cui veniva particolarmente invidiato dai colleghi stranieri; come accadde durante il governo della signora Thatcher che a Londra tagliava i bilanci della ricerca.
Tuttavia non gli riuscì di conquistare la direzione del CERN di Ginevra nonostante nel 1979 fosse sostenuto dall’allora ministro della Ricerca Vito Scalia. Purtroppo si trovò contro tutti i delegati delle nazioni europee sostenitrici del centro ginevrino che non amavano l’attivismo dello scienziato su troppi fronti, soprattutto politici.
L’amore della scienza per Zichichi ruotava intorno a colui che il metodo scientifico lo aveva creato, Galileo Galilei, diventando l’emblema e il riferimento costante dei suoi discorsi e dei suoi numerosi libri. Ed era inevitabile che considerando sempre più unite nella sua visione la fede e la scienza rafforzando i suoi rapporti politici con la Chiesa ponesse al Papa Giovanni Paolo II il tema della ingiusta condanna a Galileo. E riuscì a convincere del terribile errore Vojtyla che riabilitò dopo secoli il genio pisano. Poi gli proponeva di santificarlo, ma il Papa non si dimostrava d’accordo.
Oltre la Chiesa Zichichi manteneva solidi rapporti con il mondo dei politici soprattutto con Giulio Andreotti che lo incitava a diventare protagonista delle aule parlamentari. Ma lo scienziato ribatteva che dirigendo le attività scientifiche già faceva politica. Soltanto per qualche mese accettava la poltrona di assessore alla Cultura nella Regione siciliana ma poi il presidente Crocetta gli revocava l’incarico lamentandosi che nelle sedute parlava soltanto di raggi cosmici.
Antonino Zichichi diventò popolare soprattutto per le sue idee e le sue posizioni talvolta contrarie alle conclusioni della scienza. Se diventava emerita la sua battaglia contro la diffusione dell’astrologia e le superstizioni, ben diversa era la reazione generata sulle sue affermazioni riguardanti il cambiamento climatico e il darwinismo.
Nel primo caso sosteneva che la causa era naturale e non frutto dell’azione umana; per Darwin affermava che l’evoluzionismo non aveva basi scientifiche. Naturalmente gli scontri su questi temi diventavano infuocati e mai lo scienziato arretrava dalle sue convinzioni.
Ma nel bene e nel male non si può negare che Zichichi sia stato un illustre scienziato e che con la sua passione nel divulgare la scienza in modi a volte criticati, sia stato anche un protagonista della diffusione di una preziosa cultura, quella scientifica appunto, ancora troppo poco considerata nel nostro Paese.
9 febbraio 2026 ( modifica il 9 febbraio 2026 | 14:31)
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