di
Claudio Del Frate
ACC, società partecipata da Stellantis, ha annunciato la cancellazione del progetto per la produzione di celle per veicoli green. Il gruppo: «Garantiremo l’occupazione degli 800 lavoratori»
La «gigafactory» che doveva sostenere la presenza di Stellantis nel mercato delle auto elettriche, oltre che rinnovare il tessuto produttivo locale non si farà più. Dopo anni di discussioni a Termoli, in Molise, è arrivata la doccia fredda: il progetto è stato accantonato e resta in bilico la sorte di circa 800 lavoratori.
L’annuncio ufficiale è arrivato due giorni fa da ACC (Automotive Cells Company), la società partecipata da Stellantis, Mercedes Benz e Totalenergies nata per sviluppare la produzione di batterie per auto elettriche: l’obiettivo voleva essere quello di affrancare i produttori europei dalla dipendenza dalla Cina nella fornitura di questo componente essenziale per la mobilità green. Ma ormai da tempo erano emerse perplessità su questo ambizioso progetto e sulla sua sostenibilità economica.
«Nell’ambito della nostra riorganizzazione industriale, non si prevede che saranno soddisfatti i prerequisiti per riavviare i progetti di ACC in Germania e in Italia, che sono in standby ormai da maggio 2024» è stato l’epitaffio di ACC sul progetto molisano.
ACC rinuncia dunque non solo al sito produttivo di Termoli ma anche a quello di Karlsruhe, in Germania, concentrando tutti i suoi investimenti sull’impianto di Douvrin, in Francia. L’intero progetto prevedeva un investimento iniziale di 2 miliardi di euro, in parte provenienti dal Pnnr; ma a questi ultimi aveva già deciso di rinunciare proprio la società italo-franco-tedesca. Facendo così intuire che per Termoli l’orizzonte stava facendosi fosco.
L’altro segnale negativo era arrivato nei giorni scorsi dai vertici della ex Fiat: era stata annunciata una revisione totale dei piani per l’auto elettrica ed oneri straordinari per i conti del gruppo pari a 22 miliardi. Annuncio che era costato a Stellantis un clamoroso tonfo a Piazza Affari (-25% in una sola seduta). L’amministratore delegato Antonio Filosa aveva parlato di una «transizione sovrastimata» verso l’auto elettrica. Aggiungendo che la scommessa sul green aveva «allontanato il gruppo dalle esigenze e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture». Per la fornitura di batterie per l’elettrico Stellantis dovrebbe ora bussare alla porta dell’impianto spagnolo di Catl. Controllato però dai cinesi.
Cosa accadrà adesso a Termoli? «Agli attuali dipendenti dell’Acc sarà offerta la continuità lavorativa all’interno di Stellantis» assicura una nota del gruppo. Ma tutto dipenderà dalla trattativa che verrà intavolata con la controparte sindacale. Di certo si tratta dell’ennesima battuta di arresto per il settore automotive in Italia, dove la produzione di veicoli nel 2025 ha toccato il suo minimo storico (appena 213.000 auto, calo del 24% in un anno).
In tutto questo nel segmento dell’auto elettrica in Italia nel 2025 sono stati immatricolati poco meno di 95.000 veicoli green pari a una quota di mercato del 6,2% e un incremento del 46% rispetto all’anni precedente. Una crescita sostenuta anche da incentivi pubblici. L’Italia resta comunque ampiamente al di sotto della media europea, dove la quota di mercato dell’elettrico nel 2025 ha superato il 17%.
Nuova app L’Economia. News, approfondimenti e l’assistente virtuale al tuo servizio.
SCARICA L’ APP

Iscriviti alle newsletter de L’Economia. Analisi e commenti sui principali avvenimenti economici a cura delle firme del Corriere.
9 febbraio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
