di
Rinaldo Frignani

Il messaggio è comparso sulla Rete. «Così come inizia a non essere più ignorabile l’inefficacia delle modalità di scontro di piazza, pare dunque necessario armarsi degli strumenti della decentralizzazione del conflitto»

La rivendicazione è arrivata qualche giorno dopo l’inizio delle Olimpiadi invernali. E si riferisce agli atti di sabotaggio sulle linee ferroviarie di Bologna e Pesaro nella giornata di sabato scorso. La firma è quella dei movimenti anarchici. «Pare chiaro – si legge nel documento ora al vaglio di chi indaga -, quando i pacchetti sicurezza diventano occasioni praticamente semestrali per stringere le reti della repressione e soffocarci qualunque dissenso, che il dissenso “pulito”, esplicitamente rivendicato, portato avanti nella legalità, non possa più essere efficace. Così come inizia a non essere più ignorabile l’inefficacia delle modalità di scontro di piazza diretto portate avanti negli ultimi mesi e anni in tutto il territorio. Pare dunque necessario armarsi degli strumenti della clandestinità, della decentralizzazione del conflitto e la moltiplicazione dei suoi fronti, dell’autodifesa e del sabotaggio per sopravvivere ai tempi cui andiamo incontro. Per l’eradicazione di questo sistema di morte e sfruttamento, per la distruzione del controllo totalizzante che ci soffoca. Ingovernabili, non disobbedienti. Fuoco alle olimpiadi e a chi le produce. (A)»

Il collegamento con gli attacchi in Francia

Nel documento, che viene analizzato dagli specialisti dell’Antiterrorismo per trovare collegamenti con altre azioni analoghe degli ultimi tempi, viene ripercorso quanto accaduto con «ben tre sono state le linee ferroviarie sabotate e bloccate fino al pomeriggio». E viene anche sottolineato il collegamento con quanto accaduto  «due anni fa, una serie di attacchi simili per modalità e contesto erano stati lanciati contro 5 diverse infrastrutture della rete LGV intorno a Parigi, causando la cancellazione di un quarto dei treni ed enormi disagi dal 26 al 28 luglio, giorni di inaugurazione delle Olimpiadi di Parigi», con la rivendicazione di chi aveva agito allora: «È questa la chiamano una festa? Noi ci vediamo una celebrazione del nazionalismo, una gigantesca messa in scena dell’assoggettamento dei popoli da parte degli Stati. Sotto a una maschera ludica e conviviale, i Giochi Olimpici offrono un campo di sperimentazione per la gestione poliziesca delle folle e il controllo generalizzato dei nostri spostamenti».



















































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«Nei mesi precedenti le olimpiadi di Parigi 2024 – si legge ancora nel documento degli anarchici dopo i sabotaggi ai treni italiani – furono approvati due pacchetti di leggi, la “Loi sécurité globale” e la “Loi olympique”, quest’ultima che autorizzava la sperimentazione di algoritmi per il riconoscimento facciale per tutta la durata delle Olimpiadi. Come in Francia, anche nella Penisola abbiamo visto promulgare il 5 febbraio di quest’anno, 2 giorni prima della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi, un nuovo pacchetto sicurezza che tra le altre cose consolida l’uso delle zone rosse come strumento di esclusione sociale, autorizza il trattenimento (già abitualmente praticato) per 12 ore da parte delle forze dell’ordine di individux “pericolosx” in concomitanza di manifestazioni pubbliche, introduce il carcere per l’elusione di un controllo di polizia e una pena pecuniaria fino a un massimo di 20mila euro per manifestazione non autorizzata (articolo 18 del TULPS, Regio decreto del 18 giugno 1931)». 

Quindi l’attacco al governo in seguito agli scontri con la polizia dopo il corteo milanese concluso con gli incidenti al Corvetto. «Dopo il corteo, Meloni e compagnia dichiarano in coro: “Chi manifesta contro le Olimpiadi è nemico dell’italia”. Che non ci si permetta assolutamente di mettere a critica lo spirito nazionalista, competitivo di questi “giochi” o il loro drenare quantità impressionanti di fondi pubblici mentre paesi interi crollano, in sicilia, al passaggio di un uragano. D’altronde non c’è nulla di più importante al momento. Non c’è miglior strumento di distrazione per uno stato odierno. Non c’è maschera migliore, in Italia oggi come altrove in passato; solo un esempio sono le Olimpiadi di Berlino del 1936, in piena dittatura nazista».


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9 febbraio 2026 ( modifica il 9 febbraio 2026 | 18:36)