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Redazione Milano
Consigliere di amministrazione di Mps dal 2022, ora è indagato dalla Procura di Milano. Di Stefano finito sotto inchiesta per l’analisi del suo cellulare, sequestrato lo scorso novembre dalla Gdf
La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati, con l’ipotesi di insider trading, Stefano Di Stefano, alto dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze e consigliere di amministrazione di Mps dal 2022. È finito sotto inchiesta per l’analisi del suo cellulare, sequestrato lo scorso novembre dalla Gdf – allora non era indagato – nell’ambito del caso sul risiko bancario.
Azioni per 100 mila euro
Di Stefano avrebbe acquistato azioni di Mediobanca e Mps, per circa 100 mila euro, a cavallo della Ops su piazzetta Cuccia. Il cellulare di Di Stefano, a quanto si apprende, fa parte dei dispositivi sequestrati nei mesi scorsi dai pm milanesi nell’ambito dell’indagine sulla scalata di Rocca Salimbeni a Mediobanca. Dall’analisi delle conversazioni del dirigente, che è a capo della direzione «Partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici» del
Tesoro, sarebbe così emerso l’acquisto di azioni di entrambi gli istituti da
lui effettuato a ridosso dell’Opas (che poi ha portato alla «conquista» di
Mediobanca da parte del Monte dei Paschi). Da qui l’ipotesi di un presunto
insider trading da parte del dirigente pubblico. Gli altri indagati sono il costruttore ed editore Francesco Gaetano Caltagirone, il numero uno di Luxottica, Francesco Milleri, e l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio.
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9 febbraio 2026 ( modifica il 9 febbraio 2026 | 18:45)
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