Combinata maschile a squadre, Vinatzer e Franzoni fuori dal podio
(Flavio Vanetti) Giovanni Franzoni nella combinata maschile di sci prepara le condizioni per una medaglia, potenzialmente addirittura quella d’oro, ma Alex Vinatzer «sparecchia» la tavola del banchetto: manche di slalom condotta con il freno a mano tirato, mangiandosi quasi subito i 42 centesimi di vantaggio che Franzoni gli aveva lasciato in dote con il primato nella prova di discesa. Recidivo (a questo punto anche con diffida), l’altoatesino: pure l’anno scorso nella «combi» del Mondiale di Saalbach-Hinterglemm aveva mandato in fumo — nell’occasione con un’inforcata — il bel lavoro di Dominik Paris, quel giorno suo compagno e vincitore in libera proprio come Franzoni. Per la cronaca, la frana di Italia 1 si è fermata al settimo posto.
Ma prima di tornare sull’affaire Vinatzer, dossier che purtroppo si riapre, diamo spazio ai fatti legati alla gloria. La combinata con formula a squadre — ciascuna Nazione ne può schierare fino a un massimo di quattro: prima si disputa la discesa, circa tre ore dopo lo slalom — ha visto il trionfo di Svizzera 2, con la coppia Franjo Von Allmen (che dunque raddoppia l’oro di sabato 7 febbraio in libera, vinto davanti a Franzoni) e Tangui Nef, bravissimo e sceso con ritmo indiavolato. Tempo complessivo: 2’44″04. Al secondo posto, e all’argento, due formazioni che hanno concluso ex aequo, battute di 99 centesimi: Austria 1 di Kriechmayr-Feller e Svizzera 1 di Odermatt-Meillard. Il bronzo non è stato così assegnato: la parità al secondo posto ha infatti fatto slittare Austria 2 (Haaser-Matt) a un beffardo quarto posto. Riflessione accessoria: Odermatt si è visto sfuggire un altro titolo, ma se Meillard ha deluso nello slalom lui nemmeno stavolta aveva incantato in libera.
Al quinto ecco la prima squadra italiana: Paris-Sala, battuti di 1″12. Era già il piazzamento dopo la manche di discesa, nella quale Paris è stato ancora positivo, senza peraltro riuscire a innescare il turbo. Anche Tommaso tra i rapid gates non è stato — ahinoi — un fulmine. Ma lui ha l’attenuante che questa è la stagione del suo rientro dopo un grave infortunio: ci sta dunque che non abbia ancora lo sprint dei giorni migliori. Annotazioni collaterali: l’Italia aveva perso già dalla manche di libera la formazione numero 4 perché Florian Schieder, accoppiato allo slalomista Tobias Kastlunger, è caduto nella libera. Al traguardo, invece, Italia 3 di Casse e Saccardi, piazzatisi al quattordicesimo posto (con Casse dodicesimo in discesa).
Ed eccoci di ritorno a Vinatzer. A fronte di innegabili progressi come gigantista, si sta assistendo a un netto arretramento nello slalom, la sua specialità di partenza (fu convocato, giovanissimo, anche ai Giochi 2018 per svezzarsi) e quella nella quale, al Mondiale 2023, era stato terzo. Alex pure nel passato ha sprecato occasioni: non raramente è caduto o ha inforcato per eccesso di foga. Ma quando è restato in pista è riuscito a dimostrare, pur tra alti e bassi, di essere dotato di piedi reattivi e in grado di spingerlo sugli sci. È una caratteristica che sarebbe stata utile e preziosa su un tracciato tutto sommato facile, quasi scolastico, e filante. Invece, niente: il Vinatzer di oggi è in deficit di smalto (domanda, pensando proprio alla gara di slalom dei Giochi: lo ritroverà in questi giorni?) e ha concluso la frazione con un imbarazzante diciottesimo tempo — a 1″89 da Nef —, il terz’ultimo nella manche tra i rapid gates. Meglio pensare ad altro.