L’annuale report stilato dagli esperti di TomTom, famoso navigatore satellitare, regala più di una sorpresa. Le città italiane sono meno congestionate di quanto si pensi. La peggiore al mondo? Barranquilla, in Colombia
Maurizio Bertera
9 febbraio – 19:34 – MILANO
Il Tom Tom Traffic Index non è la Sacra Bibbia ma descrive bene la situazione del traffico nelle città di tutto il mondo: l’ultimo report, relativo al 2025, ne esamina quasi 500, dalla megalopoli sino a quelle sui 500mila abitanti, in base al tempo medio di percorrenza e al livello di congestione. Il documento presenta uno spaccato molto interessante, da un Continente all’altro, per capire dove vada la mobilità urbana. L’analisi generale dice che il traffico nel mondo è aumentato ma non è una sorpresa. I livelli di congestione globale sono infatti passati dal 20% al 25% e la frustrazione degli automobilisti è forse l’ultimo dei problemi: le conseguenze più gravi sono infatti le maggiori emissioni derivanti dalla maggiore permanenza a motore acceso dei veicoli, con l’effetto collaterale di maggiori consumi di carburante e a voler ampliare lo spettro del ragionamento, anche una riduzione della produttività (causa tempo perso) e maggiore sfruttamento (e usura) delle infrastrutture urbane. Ricordiamo che la “congestione” si verifica semplicemente quando un volume eccessivo di veicoli su una strada supera la capacità infrastrutturale, provocando un rallentamento. E di conseguenza si creano delle code.
i dati—
Delle quasi 500 città analizzate nel 2025, solo 34 hanno registrato una riduzione dei tempi di percorrenza per chilometro nel centro città, rispetto all’anno precedente, mentre il livello di congestione – ovvero quanto il traffico rallenta una rete stradale confrontando i tempi di percorrenza ideali a flusso libero con i tempi di percorrenza medi reali – è migliorato in 125 città. Per flusso libero si intende il tempo minimo teorico per percorrere una tratta stradale in assenza di traffico. Va anche detto che questo dato è fortemente influenzato da modifiche alle infrastrutture e ai limiti di velocità, ma ci torneremo sopra: per il momento ci basti dire che c’è anche Roma in una lista che comprende New Orleans, Parigi, Mumbai e Riyadh. Delle 125 città che hanno migliorato la congestione, solo 24 però hanno ridotto il tempo medio di percorrenza per km e solo undici hanno ridotto i tempi di percorrenza a flusso libero. E qui non ci sono città italiane. Il fatto è che molte città hanno recentemente abbassato i limiti di velocità, aggiunto piste ciclabili e potenziato le infrastrutture per supportare diverse modalità di spostamento con la rete di trasporto pubblico. Il risultato è che i tempi di percorrenza effettivi sono rimasti spesso invariati mentre i tempi di percorrenza a flusso libero sono aumentati: in pratica non ci si muove più velocemente sulle strade ma si sono solo ridotte le differenze tra tempi di percorrenza a flusso libero e quelli effettivi.
LONDRA è LA PIù LENTA IN EUROPA—
In cima alla lista, una sorpresa, c’è Barranquilla, in Colombia, dove ci vogliono 3 minuti e 40 secondi per percorrere un chilometro, mentre in Europa, per il terzo anno consecutivo, è Londra la città più lenta, con 3 minuti e 38 secondi. A livello mondiale, la città più trafficata si conferma Mexico City (anche se in calo del 3,6%) tallonata da Bangalore, in India, e la sorprendente Dublino, che chiaramente guida la classifica europea, ma la vera sorpresa è che ci siano quattro città polacche tra le prime venti. Se prendiamo in esame solo le grandi capitali europee, al secondo posto c’è Bucarest e al terzo Istanbul mentre Londra si trova al 30° posto assoluto e Parigi addirittura al 119°, preceduta da altre quattro città francesi.
COME STANNO LE NOSTRE CITTà—
Passiamo alle città italiane: quella con il traffico più congestionato si conferma Palermo che però si trova al rispettabilissimo 33° posto in Europa. Le altre italiane nelle prime 100 sono Milano (45), Catania (57), Roma (71), Firenze (74), Napoli (81) e Trieste (92). A seguire, Bari (103), Verona (118), Bologna (121) e Messina (123) ad ulteriore conferma di un triste primato della Sicilia per quanto riguarda il traffico. Un altro numero che dovrebbe far riflettere è quello che indica il tempo perso ogni anno a causa del traffico: Dublino svetta con 191 ore (equivalenti a quasi 8 giorni, in pratica una vacanza) mentre la peggiore delle italiane resta Milano, con 136 ore e non la già citata Palermo, ferma a 98 ore.
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