Fefè De Giorgi, ct dell’Italvolley maschile campione del mondo, un po’ c’è rimasto male, vedendo che il suo capitano Simone Giannelli e gli altri due azzurri Simone Anzani e Luca Porro non sono stati riconosciuti durante la telecronaca sulla Rai, come peraltro è capitato anche ad altre due azzurre su tre (solo la Egonu è stata identificata, Danesi e Cambi no…). Tutto questo nonostante l’Italia sia l’unico Paese ad avere due squadre sul tetto del mondo contemporaneamente, maschi e femmine, non solo nel volley.
“Diciamo che non è stato un momento di grande televisione. Ma in realtà ho provato anche tanto orgoglio, perché per noi questo è stato un riconoscimento mondiale sportivo importantissimo”, ha detto il ct ieri a Bologna, dove ha assistito alle semifinali della Coppa Italia.
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“Sì, e non sono per niente stupito. Mi è piaciuta molto la scena, ma avendo un po’ di confidenza con il Presidente, che mi ha appena nominato grande ufficiale, non mi ha sorpreso. Perché Mattarella è un grande, oltre che una persona molto alla mano”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella arriva a San Siro in tram con Valentino Rossi
Voi ormai siete ospiti fissi, con le ragazze di Velasco, al Quirinale.
“E ogni volta lui è stato bravo a mettere tutti a proprio agio. Poi, al di là del ruolo, devo dire che di pallavolo ne capisce proprio, si capisce che segue le partite, quando ci parla del nostro sport fa osservazioni precise, anche sui singoli giocatori”.
In teoria la carica dovrebbe tenerlo distante soprattutto dai giovani. Nella realtà riesce a comunicare benissimo con le nuove generazioni.
“Infatti è uno dei più vicini, lo capisco anche da quello che mi hanno detto i ragazzi dopo averlo incontrato. E pensare che questo è uno dei problemi più grandi per noi boomer, trovare un modo per dialogare davvero con loro. Forse la verità è che non ci sforziamo abbastanza, siamo pronti a dare giudizi e non ci poniamo la domanda su quale sia il modo più corretto per trovare la strada e comunicare con i nostri figli. Il Presidente invece l’ha trovata perché è molto diretto, si affianca alle loro problematiche, si fa sentire vicino senza volersi sostituire a loro. Questa è una lezione, perché lui è capace di stimolarli e dare loro fiducia, li responsabilizza in tutte le cose che dice”.
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Fefè De Giorgi
Come ci riesce?
“Lui abbatte la barriera che in teoria si potrebbe creare per il ruolo istituzionale che ricopre, e la cosa incredibile è che ci riesce senza bisogno di fare niente. I ragazzi ogni volta che lo incontrano tornano a casa entusiasti perché con quello sguardo dolce riesce a stabilire un contatto. Lo sentono come uno di loro”.
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