di
Paola Di Caro
Il presidente del Senato: assurde le critiche preventive. Ma qualcuno ha mai detto niente per Benigni?
Dice che lo diverte «da più di 30 anni, qui a Milano è conosciuto. Fa veramente ridere, se posso vado a vederlo, i suoi spettacoli a teatro sono sempre esauriti… E non ha mai chiesto a me o ad altri favori». È «veramente sconcertato» Ignazio La Russa, sia nel merito sia nel metodo del caso Pucci, il comico che ha deciso di rinunciare a Sanremo dopo le tante critiche «preventive, non successive che ci possono stare, ma prima ancora che si sia esibito…».
Insomma non ci sta il presidente del Senato a quella che ritiene più o meno una lapidazione nei confronti di chi ha il solo torto «di piacere alla gente. In modo leggero, certo, un po’ come si fa nei cabaret, ironizzando su luoghi comuni, su tutti, ma quasi mai politico, o cattivo. Fa morire dal ridere, parla come parla la gente a cena, di cose comuni, quelle che riguardano la vita di tutti noi. Quelle su cui tutti ci facciamo una sghignazzata. Senza ferocia, senza dover scandalizzare».
Per questo il presidente del Senato già sabato ha chiamato il suo amico Andrea Pucci per dargli la sua solidarietà, sentendolo «molto colpito e dispiaciuto, gli hanno perfino minacciato la famiglia, roba da matti». Poi, ieri, nel pieno della polemica politica e dopo che anche Giorgia Meloni sul Corriere della Sera ha protestato per quello che considera «un inaccettabile doppiopesismo della sinistra», ha deciso di agire. E ha invitato «ufficialmente la Rai a chiedere ad Andrea Pucci di cambiare idea e a chiedergli di ritornare sui suoi passi».
Lo farà? La Russa mantiene qualche dubbio, per una questione di logica: magari — ragiona — dopo tutto questo «polverone» potrebbe sentirsi limitato sul palco, contestato, o dovrebbe rinunciare alla sua comicità per compiacere chi lo critica, rischiando addirittura un flop circondato come è dall’attesa. Insomma, ci si chiede un po’ tutti, gli converrebbe?
Si vedrà, intanto il caso è tutto politico. Il presidente del Senato, come i suoi colleghi di partito, punta il dito contro il fatto che a Sanremo voci politiche e critiche — di comici e non solo — ce ne sono state eccome. Ma «sempre di sinistra. A me capitò di essere irriso dal palco dell’Ariston quando andai a presenziare nel 2011 per il 150° anniversario della nascita del Regno d’Italia: nessuno si scandalizzò».
E poi è un lungo elenco di cose che «non dovremmo dimenticare»: baci gay che «possono dare fastidio», dei vecchi tweet di Ghali (del 2012) omofobi e sessisti, il duetto sempre a sfondo gay tra Fedez e Rosa Chemical. Cita, La Russa, alcuni tweet che invece condivide, come quello di un utente che scrive «quindi tra Pucci e Ghali la vittima di razzismo e censura è il secondo perché, davanti a oltre un miliardo di persone, non ha avuto primi piani e non si è potuto esprimere in arabo come avrebbe desiderato?».
E addirittura ci tiene a sottoscrivere un altro post pubblicato su Facebook che recita così: «Non vogliono Pucci. Non vogliono Laura Pausini. Non vogliono Beatrice Venezi. Non vogliono Passaggio al Bosco alla Fiera del libro. Non vogliono esponenti di destra (es. Capezzone) nelle Università. Non vogliono far esprimere esponenti di destra alle convention di destra (Roccella). Non vogliono governi di destra eletti democraticamente. Non vogliono… L’elenco sarebbe lungo, ma in sintesi non vogliono chiunque non la pensi come loro. La sinistra è profondamente intollerante e totalitaria».
Ecco, questo è il clima. Se la polemica è eccessiva, gli elettori giudicheranno. Ma La Russa non si ferma: «Gli insulti alla Schlein? Se tutti quelli che hanno preso in giro la Meloni scomparissero, avremmo due terzi di vignettisti sedicenti comici in meno, suvvia! Quella di attaccare i politici non è la sua cifra, sono cose social, da Tik tok le battute così, più che da tv, e comunque almeno l’80% dei suoi contenuti non è politico.
Prende in giro la moglie che compra le creme costose e il marito un bottiglione di shampoo da due litri , racconta del bambino a cui non fanno fare il bagno perché devono passare 4 ore da quando ha mangiato il bombolone e poi appena sta per tuffarsi “niente bagno, ora si pranza!” (ride, ndr). Questo è Pucci, non uno che mette paura o altro. Ed è censurato prima ancora che salga sul palco. Ma qualcuno ha mai detto niente quando invitavano Benigni?». E se il paragone sembra ardito è perché, in effetti, lo è.
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9 febbraio 2026
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