di
Giampiero Rossi

Il prossimo 29 luglio monsignor Mario Delpini compirà 75 anni e dovrà presentare le dimissioni al Papa. Ma pare che Leone XIV gli abbia chiesto di rimanere al suo posto in piazza Fontana ancora per un po’

La verità la conoscono soltanto Papa Leone XIV, l’arcivescovo Mario Delpini, i pochi che hanno assistito al loro incontro del 12 gennaio in Vaticano e gli eventuali depositari delle loro confidenze. Ma all’interno della curia ambrosiana circola da giorni il passaparola sempre più insistente su una possibile proroga del mandato di Delpini al vertice della diocesi. E diversi indizi sostengono quest’ipotesi.
Il prossimo 29 luglio l’arcivescovo, in carica dal 17 luglio 2017, compirà 75 anni. Secondo il diritto canonico, dunque, quel giorno dovrà presentare le sue dimissioni al Pontefice. Ma al di là dei passaggi formali, la successione di un vescovo è un’operazione complessa, meditata, che implica un lungo e paziente lavoro di ascolto per individuare la figura più adatta. A maggior ragione per una diocesi grande e importante come quella di Milano. È sempre stato così, nessuna sorpresa. E non è un mistero neanche il fatto che allo stesso Delpini non sarebbe affatto dispiaciuto concludere il suo mandato alla scadenza prevista e, dopo averlo fatto sapere a molti e più volte, durante il colloquio di tre settimane fa lo avrebbe detto anche al Papa. Ricevendone però una risposta che va in senso contrario.

Robert Francis Prevost, infatti, è stato eletto alla guida della Chiesa cattolica l’8 maggio scorso, raccogliendo la pesante eredità di papa Francesco. Sulla sua scrivania sono aperti molti dossier, anche diverse successioni di vescovi, alcune proprio ai confini con la diocesi di Milano, come Novara, Como e Bergamo. E anche per questo avrebbe espresso l’intenzione di prendersi più tempo per preparare la successione a Milano, chiedendo quindi a Delpini di rimanere al suo posto in piazza Fontana ancora per un po’. Sei mesi? Un anno? Due? Su questo, per ora, nulla è trapelato. Ma accanto a ciò, nel tam tam ambrosiano (che comunque accoglie con grande favore l’eventuale proroga di «Don Mario») prende corpo anche l’ipotesi che, ad accompagnare tale richiesta, vi possa essere la nomina a cardinale, ma fino a qui — appunto — si tratta soltanto di speculazioni, basate sul fatto che lo stesso Leone XIV ha detto che soltanto per i cardinali sarebbe stata possibile una proroga nel ruolo di vescovi.



















































Tuttavia, a fornire qualche indizio in più su questo scenario è stato lo stesso arcivescovo. In diverse sacrestie si sussurra che durante una riunione del Cem (Consiglio episcopale milanese) di una decina di giorni fa si è lasciato sfuggire parole che sono state decodificate da molti dei presenti come l’annuncio ufficioso della proroga. E con la sua consueta ironia, il 27 gennaio, a margine della presentazione delle iniziative diocesane per le Olimpiadi, a Palazzo Marino, Monsignor Delpini aveva fatto anche in pubblico una battuta che potrebbe essere letta nello stesso modo. A chi, scherzando, gli chiedeva se pensasse di candidarsi sindaco dal momento che da agosto dovrebbe essere libero dal suo incarico, ha risposto scherzando a sua volta, ma forse soltanto a metà: «Prometto che ci penserò, ma ahimè non sono io a decidere del mio futuro, decide il Papa».


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9 febbraio 2026 ( modifica il 9 febbraio 2026 | 15:02)