Una casa di 75 metri quadri a Celerina ricavata dall'unione di due appartamenti

Il tempo sembra essersi fermato tra le vette dell’Engadina, nel cantone dei Grigioni, in Svizzera. La luce che filtra tra le montagne maestose e si riflette sui laghi cristallini detta il passo delle giornate. Ed è in questi luoghi, nel paesi di Celerina, ai piedi di una chiesa del XV secolo, che l’architetto Diego Marelli ha seguito un intervento di recupero di due piccoli appartamenti fusi in una casa di 75 mq

Il contesto in cui si sviluppa il progetto è fondamentale più che in altri luoghi perché, come racconta Paolo Cognetti nel romanzo Le otto montagne: “La montagna non è solo nevi e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio tempo e misura”. Marelli sembra aver fatto proprio questo sentire: oltre ad ascoltare i desideri della committente, ha dato voce al genius loci dell’Engadina, permettendo alle montagne di esprimersi attraverso il linguaggio del design contemporaneo.

Il filo conduttore della ristrutturazione è l’eclettismo che collega la passione della proprietaria per il design e l’arredamento all’esperienza di Marelli nel ristrutturare edifici d’epoca accostando materiali del luogo all’utilizzo di arredi acquistati da antiquari e in aste.

cucina su misura

Si entra a piano terra nel locale principale che è stato trasformato in un living contemporaneo con cucina a vista su sala da pranzo e soggiorno. L’intero ambiente ha pareti e soffitti rivestiti in cirmolo naturale, arricchito con cornici decorative che richiamano l’antica tradizione delle stübe. Il pavimento a quadrotte in abete introduce un ulteriore tocco moderno grazie a un particolare trattamento bicolore

La cucina è forse l’ambiente che meglio sintetizza la visione dell’architetto: un blocco su misura in acciaio convive con un bancone bar recuperato a un mercato delle pulci a Parigi. Sopra l’isola, le lampade in ceramica diffondono una luce soffusa che esalta la pietra locale verde, utilizzata per i pavimenti. Di fianco al divano e alle sedute in velluto dalle tonalità violacee spicca una maestosa stufa antica in maiolica bianca. 

Al piano superiore, che era in precedenza un appartamento a sé stante, ora collegato da una scala interna che agisce come una sutura architettonica tra i due livelli, sono posizionate le camere da letto e i bagni. Le decorazioni a parete e i complementi d’arredo creano un angolo di quiete dove il verde delle pareti sembra richiamare i boschi oltre la finestra. Anche i bagni mantengono questa coerenza materica, dove la pietra verde e il legno incorniciano sanitari dalle linee pulite.

camera degli ospiti

In questo intervento l’architetto Marelli non ha semplicemente unito due volumi, ma ha ricucito un dialogo tra il genius loci montano e la vita contemporanea. Il risultato è una casa che sembra sussurrare storie di mercatini parigini e foreste alpine, che profuma di resina di cirmolo, e ha la tempra dei materiali locali. Se Cognetti sottolinea che “è nel ricordo, il più bel rifugio” potremmo dire che un buon rifugio è capace di custodire e tramandare i più bei ricordi.

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