Arriva, subito in campo e protagonista, come confermano i 22 punti con Torino. Toni Perkovic 28 anni il 10 aprile, sta confermando tutte le qualità che hanno convinto la Fortitudo e che ne fanno più di un semplice straniero a gettone, chiamato a sostituire l’infortunato Moore. Sei partite con una media di 23’ di impiego, per altro crescendo. Così come quella dei punti, adesso oltre 14 a partita.
Perkovic come sta? “Mi sento sempre bene dopo una vittoria, come quella di venerdì a Torino”.
Come procede l’inserimento? “Penso di essermi ambientato molto bene, ma devo dire che i compagni mi hanno aiutato molto”.
Caja cosa le ha chiesto? “Sta cercando di ottenere il massimo da me. Posso dire che sto facendo progressi e capisco sempre meglio cosa vuole”.
Che tipo di giocatore è? “I miei punti di forza sono l’energia e il tiro da fuori e cerco sempre di dare il cento per cento”.
Il suo utilizzo è andato aumentando. Dovesse dare una percentuale in che condizione si sente? “A Verona è stato difficile giocare dopo una sessione di allenamento. Adesso direi all’ottanta per cento del potenziale. Credo di poter migliorare ancora”.
L’anno scorso è arrivato a Forlì in una situazione simile e si è conquistato la riconferma. Cosa si aspetta dalla Fortitudo? “Tante vittorie di squadra e credo di avere lo stesso compito che avevo a Forlì. Vale a dire aiutare la squadra a raggiungere il miglior risultato possibile e magari un posto in serie A“.
E’ qui per sostituire Moore. Spera di rimanere fino a fine della stagione? “Al momento non ci penso troppo, passo da una partita all’altra, ma vorrei restare. Chi non vorrebbe giocare per tifosi come quelli della Fortitudo?”.
Cosa si aspetta da questa esperienza? “Di progredire il più possibile come giocatore, e come squadra ci siamo prefissati obiettivi ambiziosi e spero che li raggiungeremo”.
Dove può arrivare questa Fortitudo? “In serie A“.
C’è da migliorare il rendimento in trasferta. C’è una grande diversità tra le prestazioni in casa e quelle fuori. Che spiegazione si è dato? “Più facile giocare davanti a un PalaDozza pieno che ti spinge al successo, ma stiamo crescendo, e penso che inizieremo a vincere anche lontano dal nostro fortino”.
Venerdì la vittoria a Torino, domenica trasferta a Ruvo di Puglia. Occasione da non fallire. “Torino è stata una vittoria di squadra difficile, tutti hanno dato il massimo e dobbiamo solo continuare così”.
E Ruvo? Potrebbe essere la svolta. “Mi aspetto una partita molto simile a quella di venerdì, è sempre complicato imporsi fuori, ma abbiamo un’intera settimana davanti a noi per prepararci”.
Con il ritiro di Bergamo la classifica è cambiata. “A noi è andata bene, con Bergamo avevamo perso, diciamo che adesso siamo un passo più vicini all’obiettivo. Siamo sulla strada giusta, più vicini al vertice”.
Il compagno con cui ha legato di più? “Tutti, ma in particolare Paulius Sorokas, compagno di stanza in trasferta”.
Com’è vivere a Bologna? “Bologna è una città davvero bella. Lo stile di vita è molto simile a quello croato. Mi sono adattato rapidamente”.
Ha avuto occasione di conoscere un po’ la città e gustare le specialità culinarie? “Vivo in centro: esploro la città ogni giorno. Il cibo è ottimo, non saprei cosa scegliere perché sappiamo tutti che la cucina italiana è una delle migliori al mondo”.