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Redazione Esteri
Il governo tedesco considera la proposta di un prestito comune una distrazione dalla vera sfida: la produttività
L’ultimo di una serie di scontri tra Parigi e Berlino va in scena alla vigilia del vertice dei leader Ue: il governo di Friedrich Merz ha respinto fermamente la richiesta lanciata da Emanuel Macron di «un debito comune Ue per finanziare difesa e intelligenza artificiale».
L’ipotesi del presidente francese è stata resa nota in un’intervista a sei media europei pubblicata oggi dove Macron ha esortato l’Europa a lanciare un piano per nuovi prestiti comuni, o eurobond, per stimolare gli investimenti in settori strategici, definendolo una necessità economica se il continente vuole tenere il passo con Stati Uniti e Cina.
Poche ore dopo la pubblicazione dell’intervista, Berlino ha respinto fermamente il piano: un copione che si ripete, con Macron e Merz che ormai divergono su quasi tutto, dal commercio a come trattare con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
E’ stato un funzionario del governo tedesco vicino al cancelliere a spiegare a «Politico» che la Germania è contraria alla proposta del presidente francese di un debito comune europeo, sottolineando come essa «distragga dall’argomento principale, ovvero il problema della produttività» continentale al centro del vertice di giovedì nel castello di Alden Biesen, , a 80 chilometri da Bruxelles. «È vero che abbiamo bisogno di maggiori investimenti», ha affermato il funzionario. «Ma, a essere onesti, questo aspetto rientra nel contesto del quadro finanziario pluriennale» e dunque non nell’ipotesi di eurobond, ha detto.
Sebbene non sia previsto che firmino risultati concreti, i 27 leader dell’Unione mirano a identificare le priorità chiave per un successivo vertice dei leader dell’Ue a marzo a Bruxelles. Berlino sta spingendo per tre obiettivi chiave in vista dei vertici, ha affermato il funzionario: un approfondimento del mercato unico; accordi commerciali più numerosi e più rapidi; e una spinta verso una minore burocrazia. Punti che si ritrovano nel documento del pre vertice sulla competitività di giovedì promosso da Merz, Meloni e dal premier belga Bart De Wever, a cui dovrebbero partecipare una ventina di Paesi, compresa la Francia.
Sul tema della competitività, Merz ha preso sempre più le distanze da Macron, favorevole a misure più protezionistiche e a una politica industriale interventista, e si è invece sempre più allineato alla premier Giorgia Meloni. Anche il governo tedesco ha chiesto riforme di vasta portata del bilancio dell’Ue. «Non si può continuare come prima, con due terzi del bilancio destinati esclusivamente a spese di consumo nei settori dell’agricoltura e della coesione», ha affermato il funzionario. «Ci auguriamo che gli Stati membri che ora chiedono nuovi finanziamenti partecipino anche a questi sforzi di riforma. Non è possibile che si chiedano più fondi e poi non si riesca ad attuare le riforme». Il funzionario ha aggiunto: «L’eccessivo indebitamento europeo ha un costo».
10 febbraio 2026 ( modifica il 10 febbraio 2026 | 21:13)
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